Le novità 2019 sul commercio online

 

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Le compravendite sul web: un settore in espansione

Il settore dell’e-commerce, nel nostro paese, è in netta espansione.
Gli ultimi dati in merito parlano chiaro. Se infatti, nella media globale, sono ben 4 miliardi le persone che hanno un qualsiasi accesso ad Internet, quasi la metà delle stesse (ovvero 1,79 miliardi) ha effettuato almeno un acquisto online nel 2017, con una previsione di netto aumento per l’anno 2018.
Una tendenza, questa, che riguarda varie nazioni di tutto il mondo e, tra tutte, anche il nostro paese.
Ecco i paesi maggiormente coinvolti dal fenomeno, sempre secondo le ultime stime:

● Cina
● USA
● Regno Unito
● Germania
● Francia
● Italia
● Olanda

Il nostro paese entra dunque nella classifica europea delle nazioni più attive in termini di acquisti di beni e/o servizi per via telematica, comunque tenendo conto che, sempre secondo tali statistiche, il 68% degli utenti è già abituato al commercio via Internet.
Interessante è anche capire, in specifico riferimento alla realtà italiana, quali sono i settori di traino di questa tendenza: a farla da padrona sono i viaggi (biglietti aerei e prenotazioni di alberghi in primis) ma anche il tempo libero (con una particolare attenzione per quanto riguarda gli spettacoli e le scommesse), oltre alla salute, alla moda, alla bellezza, al comparto alimentare, ai mobili e alle tecnologie.
Se Amazon e Ebay sono i maggiori colossi in merito alle compere via web, non mancano in classifica Trenitalia e Trivago, iTunes e Zalando, e altri operatori, come ad esempio William Hill.

In ogni caso, la propensione generale al maggiore volume di acquisti via Internet ha coinvolto, come è chiaro, anche il settore dei pagamenti online, con tutte le ripercussioni per quanto riguarda la sicurezza degli acquisti e la privacy, e con il relativo adeguamento degli operatori rispetto al fenomeno stesso.

Gli utenti infatti, sempre più padroni e consapevoli della tecnologia, chiedono alla compravendita online, di qualsiasi oggetto o servizio si tratti, rapidità e sicurezza, anche alla luce delle recenti innovazioni di settore, come ad esempio le carte contactless oppure le diverse app progettate per questo specifico servizio.
Comunque, dopo l’introduzione di Paypal, il primo rivoluzionario metodo per i pagamenti rapidi e sicuri online, numerose sono state le evoluzioni in materia, e tante le novità.
Vediamole, a seguire, nel dettaglio, per capire meglio la portata di questo fenomeno mondiale.

Le nuove frontiere dell’e-commerce

 

Prima di scoprire quali sono le novità che ci riserva l’e-commerce per il 2019, vediamo quali sono i sistemi di pagamento online più accreditati e maggiormente utilizzati dagli internauti:

● Carta di Credito
● Bonifico Bancario
● Contrassegno
● PayPal
● Carte Prepagate
● Moneta virtuale (Bitcoin)

Se Paypal si conferma come il sistema di pagamento più utilizzato nel mondo (oltrepassando il 90% delle preferenze degli acquirenti), anche la moneta virtuale è un metodo piuttosto usato, soprattutto nel caso del commercio di natura internazionale.
Il bonifico online è legato ai costi di commissione della banca di riferimento, pur essendo un sistema ancora abbastanza comune di pagamento, così come le carte prepagate. A questo proposito, ad esempio, qualsiasi sia l’acquisto o il servizio prescelto, Postepay è un metodo di pagamento sicuro senza costi e a piena tutela dell’utente.

Ora vediamo quali sono le maggiori novità relative all’e-commerce per il 2019: i cambiamenti riguardano soprattutto le semplificazioni IVA sul commercio elettronico, con una riduzione della soglia a livello comunitario (ovvero in riferimento alle reciproche prestazioni tra stati membri). In particolare, le aziende di servizi con un fatturato annuo sotto ai 10 mila euro potranno applicare l’IVA nazionale.
Per quanto riguarda invece il commercio elettronico indiretto (ovvero la vendita a privati di beni) bisognerà aspettare il 2022 per godere delle relative agevolazioni fiscali, che ridurranno le attuali soglie previste, con l’introduzione dell’IVA appartenente allo stato UE di appartenenza del consumatore.

Ma quali sono le aliquote attualmente vigenti in Italia, rispetto ai vari beni e servizi?
I beni di prima necessità hanno una tassazione del 4%, che sale al 5% per quanto riguarda i trasporti urbani e per le prestazioni sanitarie, e al 10% per il settore del turismo, per alcuni tipi specifici di prodotti alimentari e per alcune forme di recupero in campo di edilizia. Per i restanti beni l’aliquota vigente è del 22%.

Con l’applicazione della normativa i governi nazionali avranno dunque carta bianca sulle aliquote da applicare ai vari prodotti, senza parametri comunitari, ma con una soglia minima del 15% per quanto riguarda settori specifici, dalle armi ai carburanti, dall’alcol al tabacco, fino anche ai giochi d’azzardo.

 

 

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