«Sui gessi di cartone Oliverio non ha raccontato la verità»

 

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REGGIO CALABRIA Sul caso dei “gessi di cartone” «non è stata raccontata la verità né a calabresi né agli italiani». È durissima l’accusa che il consigliere regionale Gianluca Gallo rivolge alla giunta regionale e, in particolare, agli allora vertici del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. La vicenda è tornata alla ribalta a Palazzo Campanella grazie a una interpellanza dello stesso capogruppo della Cdl, che ancora una volta ha chiesto chiarezza rispetto al caso sollevato, nel luglio scorso, dal Corriere della Calabria.
L’inchiesta giornalistica aveva raccontato, con tanto di documentazione fotografica, il ricorso, da parte del Pronto soccorso dell’ospedale, a fasciature con comune cartone da imballaggio per i pazienti ortopedici. Il caso aveva suscitato in poco tempo l’attenzione di tutti gli organi d’informazione italiani, a cui erano poi seguite polemiche politiche bipartisan, interrogazioni parlamentari e l’invio, da parte del ministero della Salute, degli ispettori dei Nas nel reparto dei Riuniti.
Lo stesso governatore Mario Oliverio, nel corso della successiva seduta del consiglio regionale, aveva letto e fatta sua la relazione dell’allora direttore generale Frank Benedetto, che aveva tentato di ridimensionare la vicenda ammettendo, però, il ricorso ai gessi di cartone in almeno due casi.
Gallo, nell’interpellanza, ha ricordato nei minimi particolari tutta la storia e fatto riferimento ai contenuti di una chat, anche questi riportati dal Corriere, in cui Benedetto ammetteva l’uso dei cartoni per le fasciature.
Nel mirino del consigliere regionale è finito soprattutto Oliverio, la cui posizione pubblica sulla vicenda, «se da un lato ha consentito di sviare l’attenzione dal caso, dall’altro si configura come deontologicamente ed eticamente discutibile, essendosi tradotto in una prospettazione artificiosa della realtà offerta al consiglio regionale, in violazione dell’obbligo di lealtà e correttezza».
La Regione, tuttavia, per mezzo di una nuova relazione del dipartimento Salute, letta in aula dall’assessore Maria Teresa Fragomeni, ha deciso di insistere sulla via del negazionismo. E quindi la ricostruzione di Gallo (e del Corriere) «non risponde a verità». Non solo: perché tutta la vicenda, ha aggiunto Fragomeni, «ha causato un enorme danno d’immagine alla Calabria per il quale la direzione generale è stata costretta a tutelarsi nelle sedi competenti». L’assessore, inoltre, ha parla di una «relazione dei Nas» nella quale «non si fa riferimento» alla mancanza dei presìdi ortopedici nel Pronto soccorso di Reggio. Peccato, però, che la relazione alla quale si rifanno il dipartimento e la stessa Fragomeni non sia quella stilata dai Nas in merito alla vicenda specifica dei gessi di cartone, mai resa pubblica in quanto possibile oggetto di indagine da parte della magistratura.
«Excusatio non petita, accusatio manifesta», ha subito replicato Gallo. «Dalla risposta offerta dalla Regione si evince che quanto raccontato dall’inchiesta giornalistica del Corriere della Calabria corrisponde a verità. E invece viene ancora presentata come una fake news. Quando non si parla della chat di Benedetto, evidentemente non si racconta la verità. Quindi sarebbe gravissimo se il presidente della Regione non avesse raccontato la verità al consiglio regionale, ai cittadini calabresi e agli italiani. Delle due l’una: o non ha raccontato la verità il Corriere della Calabria, o non l’ha raccontata il direttore generale. E, in quest’ultimo caso, il presidente della Regione avrebbe dovuto prendere immediatamente provvedimenti». Gallo è sicuro: «Se ne parlerà ancora, perché dovremo capire dove sta la verità».

p. bel.

L’articolo «Sui gessi di cartone Oliverio non ha raccontato la verità» proviene da Corriere della Calabria.

 

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