Boom della fiction su Mia Martini, ecco come Mimì era violentata nella realtà

 

Mia Immagine

Richiedi informazioni per finanziamenti e agevolazioni

Mia Immagine

Ieri sera boom di spettatori, 8 milioni, per la fiction “Io sono Mia”… Ma questo può ripagare Mia Martini per tutta la violenza e l’emarginazione subita? No.

Intanto, per la precisione, la fiction è stata “addomesticata” per non coinvolgere persone negative per Mia, come l’impresario che mise in giro la voce che lei portasse sfortuna. Inoltre la figura di Renato Zero all’inizio diventa un fantomatico Anthony, come il suo grande amore non era un fotografo, bensì il cantautore Ivano Fossati.

Ma al di là di queste licenze di riscrittura della vita di Mimì, cosa peraltro successa anche nel film sui Queen e Freddie Mercury, il fatto positivo è che 8 milioni di italiani hanno saputo delle ingiustizie subite da Mia Martini e della sua solitudine.

Io me ne accorsi nel dicembre 1984. Ricevetti una telefonata da Rosanna Mani, co-direttrice di TV Sorrisi e Canzoni, che voleva facessi parte della commissione per la scelta delle canzoni del Festival di Sanremo. Le dissi un no deciso, anche perché era in atto un’enorme nevicata, la mia auto era sepolta dalla neve e pregustavo di starmene chiuso in casa al calduccio o al massimo uscire con la piccolissima Jessica a fare un pupazzo di neve. Dopo mezzora ricevetti una telefonata da Antonella Giola, assistente di Rosanna Mani, che mi chiese il mio indirizzo di casa perché dovevano spedirmi un pacco. Caddi nel tranello, glielo diedi e Rosanna mi disse che una macchina stava arrivando a prendermi. Fregato.

Quando, dopo un viaggio allucinante dove avevo anche aiutato l’autista a mettere le catene sull’appennino, arrivai in camera all’Hotel Hilton di Roma. Sul cuscino del letto trovai un foglio fotocopiato, anonimo, con su scritto: “Secondo noi le 22 canzoni da selezionare sono queste” a cui faceva seguito l’elenco.

Secondo noi chi?!?

Mi ritrovai in commissione con altri “giurati” che evito di nominare e “miracolosamente”, nonostante io boicottassi alcune di quelle 22 canzoni, passavano proprio quelle. Tra i candidati c’era anche Mia Martini con “Spaccami il cuore”. Siccome ero io l’esperto tecnologico, toccava a me mettere nell’impianto le cassette (allora c’erano le cassettine con nastro magnetico). Quando presi in mano quella di Mia, Gianni Ravera, organizzatore di quel Festival, mi fermò, dicendo che era inutile ascoltarla: “Anche perché il titolo “Spaccami il cu…ore” non va bene per Sanremo”.

Ignorai la richiesta di Ravera e misi la cassetta nel mangianastri. Notai che qualcuno si toccava per scaramanzia. Naturalmente la canzone venne bocciata.

Fu allora che capii come potesse sentirsi Mia subendo questa emarginazione.

Io l’avevo intervistata alla fine degli anni ’70 per la mia radio e fotografata sotto al palco di Sanremo nel 1982, l’anno di Vasco con “Vado al massimo” e del microfono che gli suggerii di mettere in tasca e andarsene. Quell’anno Mia cantava “E non finisce mica il cielo”.

Poi la incontrai nel Sanremo del 1989, quello del capolavoro “Almeno tu nell’universo”. Nel dicembre di quell’anno ripresi un suo concerto a Bologna e dopo, nella notte, le feci una lunga intervista nello studio dove con Gianni Gitti montavo Be Bop a Lula.

La trovai rassegnata, stanca, a tratti però si intravedeva la forza per reagire e andare avanti.

Ho intervistato Mia l’ultima volta nel 1993, quando tornò a Sanremo in coppia con sua sorella Loredana Berté.

Pochi giorni fa, durante il Festival, sono venuti a trovarmi nella diretta di Optima Red Alert da Casa Sanremo, gli storici discografici Elio Cipri e Danilo Ciotti. Mia Martini era con la Fonit Cetra quando Elio era dirigente e lui ha raccontato la realtà dei boicottaggi che subiva. Grazia Di Michele, che con me conduceva le dirette, ha confermato in quanto fece parte del Sanremo nel mondo, un tour organizzato da Adriano Aragozzini nel 1990 dove Grazia aveva cantato “Io e mio padre” e Mimì “La nevicata del ‘56”. Elio Cipri ha raccontato che alcuni cantanti si sono rifiutati di fare il tour perché c’era Mia Martini e Grazia che nessuno voleva sedersi accanto a lei in aereo o fare le prove quando c’era lei.

Questa la realtà in cui ha vissuto e cercato di cantare Mia Martini.

Fortunatamente ci sono stati artisti, come Enzo Gragnaniello, che scrisse per lei “Donna” e disse:

“Quando l’ho incontrata era in un momento buio della sua carriera. L’ho ascoltata cantare e ho scritto di getto, ho messo in parole il suo dolore.”

In seguito, Enzo affidò la sua “Cu’mme” a Roberto Murolo e Mia Martini e quel duetto è entrato nella storia della canzone italiana.

Storia dove la stella di Mia Martini brillerà in eterno, mentre le figure del manager, che per primo mise in giro le voci che lei portava sfiga, e tutti quelli che gli hanno dato credito, sono offuscate nelle tenebre dove volevano relegare Mimì.

www. Roxybar.tv

L’articolo Boom della fiction su Mia Martini, ecco come Mimì era violentata nella realtà proviene da Optimagazine – webzine di Optima Italia.

 

Mia Immagine

Richiedi informazioni per finanziamenti e agevolazioni

Mia Immagine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: