Cgil Cisl Uil si congratulano con il nuovo presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana. Ianeselli, Pomini e Alotti: “Lavoriamo insieme ad un’idea di futuro per la crescita del Trentino”

 

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Cgil Cisl Uil si congratulano con il nuovo presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana.

Ianeselli, Pomini e Alotti: “Lavoriamo insieme ad un’idea di futuro per la crescita del Trentino”

Cgil Cisl Uil del Trentino si congratulano con il nuovo presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana e ringraziano il presidente uscente Enrico Zobele, per il costruttivo confronto e la competenza espressa in questi mesi di mandato ai vertici di Palazzo Stella. “Non possiamo che esprimere apprezzamento per le dichiarazioni del presidente Manzana quando ha parlato dell’importanza del sindacato e del ruolo fondamentale di positive relazioni tra le parti sociali per contribuire allo sviluppo del nostro territorio. Attenzione che riconosciamo anche ad Enrico Zobele”, sottolineano i segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti.
Il Trentino sta attraversando una fase significativa di cambiamento nell’impostazione delle politiche economiche e  sociali con la nuova giunta provinciale e la nuova maggioranza al governo. “Ci rendiamo conto del fascino che il nuovo esecutivo esercita tra i rappresentanti del mondo imprenditoriale provinciale e che in assenza di programmi concreti dichiara di voler assecondare ogni loro richiesta – aggiungono i tre segretari -. Aggiungiamo, però, che la crescita del nostro territorio ha bisogno di una visione più ampia, che vada oltre la semplice soddisfazione degli interessi di una parte. Restiamo convinti che, per il bene della nostra terra, dobbiamo tutti lavorare alla costruzione di un’idea più grande e condivisa di futuro”. “Dividere i trentini in base alla loro nazionalità, ai loro orientamenti sessuali o alle loro provenienze è una strategia che costa cara anche alla nostra economia – proseguono -. Le economie più forti in questi anni sono nate in territori aperti, tolleranti e non culturalmente angusti. I nostri giovani che emigrano lo fanno non solo alla ricerca di un benessere materiali, ma anche per il desiderio di vivere in contesti creativi, dinamici e aperti al nuovo. E’ solo costruendo insieme che possiamo costruire un futuro più forte”.
Apprezzabile, secondo i tre sindacati, il richiamo del presidente Manzana sull’importanza di procedere per piccoli passi. “Ma in questo momento, con un governo nazionale che sta danneggiando il Paese e la sua economia, e con un esecutivo provinciale che tende ad assecondare ogni spinta romana più che ad esaltare il valore della nostra economia tutte le parti sociali hanno il dovere di assumersi fino in fondo le loro responsabilità nell’interesse di tutti i trentini”. Per questa ragione serve un’idea condivisa di futuro che deve fondarsi su un investimento forte nel sapere e nella formazione. “Siamo ormai dentro la sfida dell’innovazione tecnologica, sfida che possiamo gestire e governare solo se costruiamo un progetto condiviso che mette al centro la conoscenza e la formazione continua a tutti i livelli, ad esempio rimettendo in cantiere l’apprendistato  di terzo livello”, che permette ai giovani di laurearsi lavorando. Ed è per questa ragione che di fronte al rinnovato dibattito sulle infrastrutture ci sentiamo di ribadire che la prima e più importante infrastruttura per la competitività della nostra economia e il benessere della nostra comunità è la conoscenza”, concludono i tre segretari.

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