Gilet gialli. Ingrid Levavasseur e la lista denominata “Ralliement d’initiative citoyenne”

 

Mia Immagine

Richiedi informazioni per finanziamenti e agevolazioni

Mia Immagine

Sono già cominciati i problemi per la parte del movimento dei gilet gialli che vuole fare il suo ingresso in politica. Quattro dei dieci finalisti annunciati si sono ritirati, nell’arco di soli quindici giorni, dalla lista guidata da Ingrid Levavasseur, e denominata “Ralliement d’initiative citoyenne” (RIC), per le elezioni Europee del 26 maggio. La lista è formata da alcune figure del movimento che vogliono invadere tutti i campi, compresa la scena elettorale, si legge sui media francesi.

A poco più di due settimane dalla sua nascita, il RIC ha dovuto affrontare il dibattito nazionale e le critiche del resto dei gilet gialli, quelli che da Levavasseur non si sentono rappresentati e che sono contrari a strutturarsi politicamente. Il giorno seguente l’annuncio della lista, Eric Drouet, una delle figure chiave del movimento, spiegava su Facebook che “votare gilet gialli equivale a votare Macron”.

Secondo i sondaggi francesi, una lista risultante dal movimento di protesta sottrarrebbe voti al “Front National” di Marine Le Pen e a “La France insoumise” di Jean-Luc Mélenchon facendone conseguentemente beneficiare “La République En Marche” di Emmanuel Macron. Secondo Drouet la lista di Ingrid Levavasseur tradisce il carattere apartitico del movimento dei gilet gialli.

Ma come ha fatto l’infermiera trentunenne a finire in testa a una lista europea? Una semplice ruota bucata, secondo Le Monde. Quella che, pochi giorni dopo l’Atto I della protesta, ha bloccato un reporter di “C Politique” (France 5), al casello di Heudebouville (Eure) sull’A13, mentre si dirigeva verso una dimostrazione organizzata presso una rotonda, una delle tante che hanno caratterizzato l’inizio delle proteste. Mentre attendeva il carro attrezzi, il reporter ha seguito le azioni di un gruppo che manifestava nelle vicinanze ed ha, per la prima volta, incontrato una giovane donna che si descriveva come una madre single e deciso di farne il personaggio centrale del suo servizio indicandola come esempio emblematico delle tante donne impegnate nel movimento.

In seguito, durante l’Atto II, quando la donna si trovava a manifestare sugli Champs-Elysées, il reporter l’ha seguita nuovamente catturato, ha scritto, dalla sua autenticità. L’editore dello show su France 5 si è dunque convinto a invitarla, il 25 novembre, e da lì è nata la sua storia mediatica. Durante la trasmissione la donna aveva categoricamente rigettato l’idea di correre in politica, volendo solo essere ascoltata: “non è assolutamente quello che prevedo per il futuro”. Ma sembra aver cambiato idea in fretta. Una dozzina di giorni dopo, infatti, proponeva una posizione radicalmente diversa a Envoyé spécial (France 2) dicendosi già “proiettata verso un partito apolitico dei gilet gialli”.

Successivamente, il 7 dicembre, è stata invitata a “La Grande Explication” (LCI) dove lei e altre figure del movimento si sono trovate faccia a faccia con membri del governo. Nell’illustrare le difficoltà ad arrivare a fine mese col suo stipendio di 1.250 euro, la donna ha teso al presentatore un foglio con il suo budget, nel quale era evidenziato come solo 20 euro le rimanessero una volta pagate tutte le spese. Sullo stesso set, al Segretario di Stato per l’ecologia, Emmanuelle Wargon, che parlava delle auto elettriche, Levavasseur ha risposto – ricordando come spesso abbia votato verde – che l’affitto della batteria da solo costa 69euro al mese. In questa occasione l’infermiera ha risposto “perché no?” alla domanda sul suo coinvolgimento politico.

Dalla sua prima apparizione in televisione, la giovane ha spiegato a molte platee la sua situazione economica, prima di arrendersi sotto la pressione dei suoi colleghi gilet gialli più contrari ai media. Dopo un periodo di riflessione durato all’incirca due settimane, ha poi dato l’annuncio: “ho capito che dobbiamo agire, organizzandoci e usando saggiamente questa consapevolezza collettiva”, ha detto a Le Monde spiegando di aver accettato la proposta di alcuni gilet gialli che la volevano alla guida del partito. “Ci hanno detto che sfideremo Macron, che con o senza di noi è alla testa nei sondaggi. Quello che vogliamo è far votare la gente per quelli che non votano”. Conscia di non possedere particolari skills politiche, la Levavasseur ha spiegato che Il suo ruolo “non sarà quello di prendere decisioni ma di assicurare che le scelte dei cittadini vengano rispettate”.

Ancora, su LCI il 25 gennaio, ha detto che “la lista RIC si pone l’obiettivo di evolvere richieste che nascono da una piattaforma online”, ripetendo “che non ha convinzioni politiche” e rifiutando di menzionare alcun programma. Ingrid Levavasseur, si legge su Le Monde, ha ricevuto diverse critiche relativamente alle sue abilità politiche sia da contributori al RIC che dalla sinistra, mentre alcuni giornali la definiscono una voltagabbana, ma l’infermiera dell’Eure sembra voler proseguire in vista delle elezioni Europee. Negli ultimi giorni, la Levavasseur ha ridotto considerevolmente le sue presenze in televisione: “prima ero spontanea, ma ora so che ogni parola può essere fraintesa”.

F.L.

L’articolo Gilet gialli. Ingrid Levavasseur e la lista denominata “Ralliement d’initiative citoyenne” proviene da FarodiRoma.

 

Mia Immagine

Richiedi informazioni per finanziamenti e agevolazioni

Mia Immagine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: