No alla morte dell’Italia Unita, accorato appello di 130 intellettuali contro l’autonomia ‘differenziata’ delle Regioni

 

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“No alla morte dell’Italia Unita” è l’accorato appello lanciato dal Comitato per la Bellezza e dalla Associazione Bianchi Bandinelli, sottoscritto con appassionata convinzione in poche ore da  centotrenta intellettuali, fra storici dell’arte, archeologi, urbanisti, scrittori, saggisti.

L’appello è stato lanciato contro l’intesa fra il governo e le prime tre regioni (le più ricche del Paese), Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, per trasferire ad esse, in base al disastroso Titolo V della Costituzione, nuove e maggiori competenze oggi dello Stato.

“Un atto che dà il via alla dissoluzione e alla fine dello Stato unitario di cui abbiamo celebrato soltanto pochi anni fa i 150 anni, discriminando le Regioni più povere. Una secessione, di fatto e di diritto, che assegna o incrementa competenze – per esempio sulla tutela dei beni culturali – per le quali ripetute sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione hanno sancito la priorità indiscussa dello Stato sulle Regioni. Una secessione che “premia” in materia ambientale e paesaggistica Regioni che hanno disatteso l’attuazione sia della legge Galasso votata praticamente alla unanimità nel 1985 dalle Camere, sia il più recente Codice per il Paesaggio. Regioni, le tre “premiate”, le quali presentano il più alto consumo di suolo agricolo d’Italia e la più alta quota di “impermeabilizzazione” (cemento+asfalto) del terreno con continue inesorabili frane e alluvioni. Regioni dove si smembrano i Parchi Nazionali (Stelvio) o dove se ne impedisce a forza, da anni, la costituzione (Delta del Po).
I 130 firmatari, fra i quali esponenti di associazioni come Comitato per la Bellezza, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Italia Nostra, WWF, Gruppo dei 30 per i Parchi, ecc., chiedono con forza alla stampa, alla radio, alle televisioni di raccontare ai cittadini italiani quanto sta avvenendo, una ratifica che avvia la demolizione e la morte dello Stato Unitario proprio nel momento in cui esso deve affrontare le sfide di una nuova Europa, di un dissesto ideo-geologico e sismico nazionale e quelle sempre ardue di una tutela del patrimonio storico-artistico-paesaggistico che non può essere parcellizzata, frantumata, ulteriormente indebolita.
Questo appello è contro la morte dello Stato italiano e per un rilancio invece di un intervento pubblico generalizzato (Stato, Regioni, Comuni, ecc.) che lo salvi dalla china rovinosa nella quale cinismo, dilettantismo e ignoranza politica e culturale stanno precipitando l’Italia.”

Fonte: https://emergenzacultura.org

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