Il ricordo di Marco Pantani e di quel San Valentino di 15 anni fa

 

Mia Immagine

Richiedi informazioni per finanziamenti e agevolazioni

Mia Immagine

Ricordo ancora quel San Valentino del 2004, quando radio e televisioni annunciarono la morte di Marco Pantani in una camera dell’hotel “Le rose” a Rimini. Ci sono volute ben due sentenze della Cassazione – l’ultima nel 2017 – per confermare l’ipotesi di suicidio che la famiglia non ha mai accettato e che è stata ingoiata con amarezza da coloro che avevano seguito questo campione con affetto.
Rimanemmo tutti attoniti quando ascoltammo che il pirata Marco Pantani aveva scelto proprio il giorno di San Valentino, data in cui si festeggia l’amore, per decretare la fine dei suoi giorni. L’ immagine di un uomo solo che apparteneva alla categoria grandi e maledetti, unica compagna di stanza  una letale dose di cocaina, maldestramente ingerita con cocktail al whisky.

potrebbe interessarti ancheVincenzo Nibali disputerà Giro d’Italia e Tour de France nel 2019

potrebbe interessarti anchePantani, un campione assoluto che il ciclismo non ha saputo difendere

In un  attimo la bici e la maglia rosa di Marco Pantani, come quando si riavvolge il nastro di una bobbina,   ripercorrono le tappe gloriose del ciclismo italiano: oltre 46 vittorie, nel 1998 vince  sia il Giro d’Italia che del Tour de France, nel 1999 dopo la corsa ai piedi del santuario di Oropa, lo aspettavano le Alpi a Pampeago e Madonna di Campiglio, Marco fu il migliore, il più bravo. Ma il 5 giugno dello stesso anno,  il fatale controllo segnò la fine della sua brillante carriera e l’inizio di una tragedia esistenziale, poichè l’ematocrito sfiorò il 2% in più di quanto era concesso.
La maglia rosa Marco Pantani passò in breve dal mito al nulla e lui cadde nella disperazione e nel baratro. Alle pedalate di riscossa preferì un orgogliosa solitudine, pegno di vergogna davanti a quel pubblico che lo aspettava esultante dietro le transenne, lui che da lontano alzava le braccia in segno di vittoria e abbracciava la vita. Pantani fa parte dei grandi insieme a Bartali e Coppi, la sua figura non si dimentica facilmente.
Come sempre accade in questi casi, il  suicidio di Marco Pantani ci riporta alla riflessione dell’uomo o della donna  dietro “il campione”, si apre una lente d’ingrandimento sulla fragilità di colui che non regge interiormente i colpi estremi che  infligge la vita, spesso anche ingiusti.
Marco Pantani come Marylin Monroe – mi piace farne una coppia in occasione di San Valentino – se da un lato ci consegnano il mito, ovvero l’elaborazione fantastica di personaggi non reali per sempre nell’immaginario collettivo, dall’altro ci travolgono con l’onda di un sentimento di tenerezza, reale e vero per la sua intensità. Verso quella biondina così fragile e sola che sconvolse l’America,  verso quel piccolo uomo debole e solo che pedalò fino alle vette più alte, mano nella mano, sdraiati su di un letto disfatto di un anonimo albergo. L’ insegna  a neon lampeggiava con i suoi colori pop, nella notte oscura dei tempi.

notizie sul temaMarco Pantani, 14 anni fa la morte del Pirata ancora senza giustiziacaso pantaniCaso Pantani, il triste epilogo di un eroe romantico in cerca di paceluca panichiLuca Panichi come Pantani, anche Oropa si arrende allo scalatore in carrozzina

The post Il ricordo di Marco Pantani e di quel San Valentino di 15 anni fa appeared first on SuperNews.

 

Mia Immagine

Richiedi informazioni per finanziamenti e agevolazioni

Mia Immagine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: