Migranti. Monsignor Perego spera che la Consulta bocci il Decreto Sicurezza

 

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«È una risposta politica, intelligente e concreta nell’interesse dei giovani coinvolti ma anche delle città».
Monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara ed ex direttore della Fondazione Migrantes della Cei, benedice l’alleanza di sindaci italiani, tra cui quello di Bologna Virginio Merola, e spagnoli, tra cui la catalana Ada Colau, a sostegno dei «diritti delle persone salvate», per riaffermare «il valore delle convenzioni internazionali e il rispetto delle norme sull’accoglienza e l’asilo».

Si tratta, spiega il presule sul Corriere di Bologna, di «un’iniziativa concreta e intelligente per affrontare il prevedibile esito del decreto Sicurezza, vale a dire giovani che hanno fatto un percorso scolastico o lavorativo che viene interrotto e che si ritrovano per strada o rinchiusi in nuovi centri in attesa di essere espulsi».

«Di fronte a un decreto Sicurezza che non tutela il diritto di asilo e mette in difficoltà ulteriormente le realtà locali — per monsignor Perego — è giusto ricorrere ai giudici della Consulta da parte dei sindaci e anche delle associazioni».

Da parte loro, i sindaci e gli amministratori che sabato si sono ritrovati a Roma, hanno risposto ad un appello di Open Arms per sostenere le ong che portano soccorso in mare e per fermare «l’involuzione dei principi fondativi dell’Europa». Una sfida in qualche modo alla politica della chiusura dei porti e anche alle misure previste nel decreto Sicurezza.

«L’immigrazione — chiarisce Perego — va governata secondo i quattro verbi indicati dal Papa e recepiti anche dal Global Compact firmato a Marrakech per una migrazione sicura, ordinata e regolare, vale a dire accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Non solo. Bisogna continuare la linea che era stata condivisa dai sindaci, dall’Anci e dal ministero di un’accoglienza diffusa di cui il territorio si faccia carico attraverso tutte le istituzioni politiche, sociali, del volontariato».

L’auspicio di Perego è che grazie a una possibile (e auspicabile) decisione della Consulta si torni alla situazione precedente: «era un processo – ricorda l’arcivescovo – che tutti i Comuni e l’Anci avevano condiviso con un percorso virtuoso da realizzare secondo un piano nazionale di accoglienza degno di un Paese civile».

Nella foto: l’arcivescovo di Ferrara Giancarlo Perego z(a sinistra) con quello di Bologna, Matteo Maria Zuppi

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