Commenti su È la moglie che paga se il marito è pendolare* di Davide

 

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Infatti. Su area B/C e limitazioni del traffico l’articolo fornisce una prova magistrale di bispensiero orwelliano.
Per non parlare delle arbitrarie conclusioni dell’articolo: sorvolando sul fatto che 1.6 punti in meno su 65 potrebbero non essere statisticamente significativi, come sempre correlation doesn’t imply causation. In molti casi la scelta può essere quella di vivere fuori città (dove verosimilmente a parità di spesa si possono avere più spazio e più verde, oltre a non sottostare alle deliranti imposte di circolazione), a vantaggio della famiglia e dei figli, col marito che si sacrifica sobbarcandosi maggiori tempi di spostamento.
In pratica si sarebbero potuti fare, con gli stessi dati, anche altri articoli intitolati: “E’ il marito che paga per la moglie che non lavora”, oppure: “E’ il marito che paga per dare maggiore qualità di vita alla famiglia”, e molti altri ancora.
Ma agli ingegneri sociali pagati dai contribuenti questo non importa, loro devono decidere chi e quanto deve lavorare, dove deve vivere, quanto tempo deve impiegare per andare al lavoro, e quindi tassare e vietare a tutto spiano per ottenere i risultati che desiderano. Sulla base dei loro pregiudizi, ma spacciandoli per “scienza”.
Siamo una civiltà decadente a cominciare proprio dall’accademia, su cui ormai si impone una seria riflessione.

 

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