Agire subito per affrontare l’inquinamento chimico: entro il 2030 la produzione globale raddoppierà

 

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«I Paesi non raggiungeranno l’obiettivo concordato a livello internazionale per ridurre al minimo gli impatti negativi delle sostanze chimiche e dei rifiuti entro il 2020, il che significa che è necessaria un’azione urgente per ridurre ulteriori danni alla salute e all’economia umana», A dirlo è la sintesi del “Global Chemicals Outlook II: From Legacies to Innovative Solutions”, presentata in anteprima all’UN Environment Assembly in corso a Nairobi e la cui versione definitiva, alla quale hanno lavorato per 3 anni più di 400 scienziati ed esperti, sarà presentata all’Open-ended Working Group for the Strategic Approach to International Chemicals Management che si terrà in Uruguay dal primo aprile.

Il rapporto dell’United Nations environment programme evidenzia che «L’attuale capacità di produzione chimica di 2,3 miliardi di tonnellate, per un valore di 5 trilioni di dollari l’anno, dovrebbe raddoppiare entro il 2030. Nonostante gli impegni per massimizzare i benefici e minimizzare gli impatti di questo settore, le sostanze chimiche pericolose continuano a essere rilasciate nell’ambiente in grandi quantità. Sono onnipresenti in aria, acqua e suolo, cibo ed esseri umani». Il rapporto rileva che mentre i trattati internazionali e gli strumenti volontari hanno ridotto i rischi di alcuni prodotti chimici e dei rifiuti, i progressi sono stati disomogenei e permangono lacune nell’attuazione. Ad esempio, a partire dal 2018, oltre 120 Paesi non hanno implementato il sistema globale per armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche.

La direttrice esecutiva ad interim dell’Unep, Joyce Msuya, ha ricordato che «Se la crescita delle sostanze chimiche diventerà negativa o positiva per l’umanità dipende da come gestiamo la sfida chimica». L’Organizzazione mondiale della sanità stima che le malattie causate dall’esposizione a sostanze chimiche  nel 2016 abbiano provocato la morte di 1,6 milioni di persone, ma che l’impatto sanitario sia sottostimato. Invece, i benefici di un’azione per minimizzare gli impatti negativi sono stimati in decine di miliardi di dollari all’anno.

David Kapindula, della Zambia Environmental Management Agency  e che ha fatto parte della commissione che ha redatto il rapporto, ha detto che «I risultati del secondo Global Chemicals Outlook sono molto importanti per i Paesi in via di sviluppo. Evidenziano che l’implementazione disomogenea della gestione delle sostanze chimiche e dei rifiuti e indica le opportunità per una maggiore condivisione delle conoscenze, lo sviluppo di capacità e i finanziamenti innovativi».

Dai prodotti farmaceutici alla protezione delle piante, i prodotti chimici svolgono un ruolo importante nella società moderna e nel raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Spinto dallo sviluppo economico, dalle dinamiche demografiche e da altri megatrend globali, il mercato delle sostanze chimiche sta crescendo in tutta una serie di settori industriali. Ad esempio, il mercato delle sostanze chimiche nel settore delle costruzioni dovrebbe aumentare del 6,2% all’anno, tra il 2018 e il 2023.

Nel frattempo, la produzione e il consumo di sostanze chimiche si stanno spostando nelle economie emergenti, in particolare in Cina, e si prevede che entro il 2030 la regione Asia-Pacifico rappresenterà più dei due terzi delle vendite globali. Il commercio elettronico transfrontaliero cresce del 25% all’anno.

Ma sostanze chimiche come i pesticidi hanno un impatto negativo sugli impollinatori e l’utilizzo eccessivo di fosforo e azoto in agricoltura continua a contribuire alla crazione di zone morte negli oceani, mentre le sostanze chimiche utilizzate nelle creme solari mettono a rischio gli ecosistemi delle barriere coralline. Diversi studi indicano anche che i rilasci di alcuni antimicrobici, metalli pesanti e disinfettanti contribuiscono alla resistenza antimicrobica.

Tuttavia, secondo il Global Chemicals Outlook, le soluzioni esistono: «I governi stanno adottando provvedimenti normativi su molte sostanze chimiche. Le aziende più all’avanguardia stanno portando avanti standard che vanno oltre la conformità e la gestione sostenibile della catena di approvvigionamento. I consumatori stanno chiedendo prodotti e produzione più sicuri. Industria e imprenditori stanno sviluppando innovazioni della chimica verde e sostenibile. Gli scienziati stanno colmando le lacune nei dati. Le università stanno riformando il modo in cui viene insegnata la chimica. Gli approcci gestionali – dalla valutazione del rischio chimico alla gestione del rischio e all’analisi del ciclo di vita – stanno progredendo. Per influencer chiave come investitori, produttori, rivenditori, accademici e ministri, esistono opportunità per potenziare queste iniziative. Questo non solo proteggerebbe la salute umana e l’ambiente, ma produrrebbe anche benefici economici per decine di miliardi di dollari all’anno».

L’Unep dice che lo sviluppo di una futura piattaforma globale per la corretta gestione dei prodotti chimici e dei rifiuti dopo il 2020 offre una finestra di opportunità e conclude: «Come evidenzia il rapporto, questo quadro deve riunire tutti i settori e gli stakeholders e promuovere azioni collaborative e ambiziose. Dato il ruolo fondamentale di una sana gestione delle sostanze chimiche e dei rifiuti nell’arrestare la perdita di biodiversità, facilitare l’accesso all’energia pulita e raggiungere altri obiettivi e obiettivi di sviluppo sostenibile, esistono opportunità per creare sinergie con questi e altri programmi di politica internazionale».L’articolo Agire subito per affrontare l’inquinamento chimico: entro il 2030 la produzione globale raddoppierà sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

 

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