Cesare Catà interroga l’universo sull’essere single nel suo nuovo spettacolo

 

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Venerdì 22 marzo alle 21:15 al Teatro Auditorium Giusti di Sant’Elpidio a Mare (FM) andrà in scena il nuovo spettacolo del filosofo e performer Cesare Catà dal titolo Sono single perché l’universo è un’aporia ontologica, prodotto dall’associazione Lagrù. Si tratta di un excursus sull’essere single inteso sia come solitudine che come stato esistenziale, esplorato in modo ironico e filosofico. Numerosi gli spunti dai miti greci, in primis Platone con il celebre mito dell’origine del mondo narrato dal personaggio di Aristofane ne Il Simposio. Saranno interrogati famosi eroi che sono rimasti single come Giasone, Teseo, Epimeteo, Orfeo, Narciso con storie tragiche che si prestano ad una serie di paradossi indagati in chiave comica. In conclusione ci sarà la lettura di alcuni sonetti di Shakespeare e un monologo speciale tratto da Bernard-Marie Kòltes, drammaturgo e regista francese.
“La parola aporia è messa apposta per creare uno sbandamento”, illustra Catà, “Una spiegazione filosofica per cui uno è single la si cerca sempre e non è mai quella giusta. La filosofia neoplatonica cercherà di soccorrere il protagonista che tenta di trovare risposte al suo essere solo, domandandosi poi se alla fine non è sempre colpa dell’universo. Aporia è esattamente qualcosa che non dà sbocchi in quanto paradossale”.
Per il performer la categoria dei single pur essendo in crescita, è sempre quella più bistrattata, “l’ultimo baluardo dell’emarginazione”, perché la meno tutelata. “Questo status è ancora malvisto, perciò il single si trova ad essere in una situazione strana a livello sociale, come se la sua vita fosse necessariamente incompleta ed è proprio questo che indago sul palco”.
Sia lo stare in coppia che essere single, secondo Cesare, richiedono entrambi dei sacrifici, solo di diversa natura. “La solitudine è il prezzo di essere single e la libertà quello dello stare insieme”. Il motto che ogni single si porta nel cuore quando non lo è più è: “ne deve valere la pena”. Lo stare da soli è una modalità anomala che però scatena interesse. “Ti porta a fare più i conti con te stesso: finanziari, sociali, filosofici, spirituali”. Due persone che stanno insieme sono il loro mondo, afferma Catà, il single deve ricercare questo universo dentro di sé con la possibilità anche di scoprire cose nuove. Rispetto ad una vita di coppia, esiste ancora la potenzialità dell’esistenza come progetto. “È citato spesso nello spettacolo il mito di Peter Pan, reso celebre da James Barrie, non nel senso del rifiuto a crescere, bensì nell’alternativa tra Wendy, una donna reale nella vita, e Trilli, ovvero le infinite possibilità che un single ha ancora. In parte è di certo una difficoltà a maturare ma in parte è un’apertura ad una vita più complicata con varie sfaccettature”.
La data di venerdì è una data zero, di prova, poi lo spettacolo verrà ripreso questa estate sotto la regia dell’attrice Rebecca Liberati. “In seguito, dovrebbe iniziare un tour dal 2019 fino al 2020 nei teatri dentro e fuori il territorio”.

Donatella Rosetti

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