Cina: giro di vite contro gli amministratori locali che indeboliscono le tutele dell’ambiente

 

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Durante una conferenza stampa convocata a margine della seconda sessione della 13esima Assemblea popolare nazionale (il Parlamento cinese) in corso a Pechino, il ministro dell’ecologia e dell’ambiente della Cina, Li Ganjie, ha avvertito che «L’indebolimento della protezione dell’ambiente da parte di alcuni governi locali per dare priorità allo sviluppo economico in un contesto di pressione economica al ribasso, non sarà tollerato».

Li  ha ammonito gli amministratori locali cinesi ricordando loro che: «L’indebolimento della protezione locale dell’ambiente è uno dei principali obiettivi di controllo dell’ispezione del governo centrale e i responsabili che sacrificano la protezione dell’ambiente a interessi a breve termine saranno ritenuti responsabili».

Li ha anche dichiarato che «Il ministero si oppone anche a pratiche semplicistiche di protezione dell’ambiente quali le chiusure alla cieca di fabbriche e vi metterà termine».

Intanto all’UN Environment Assembly in corso a Nairobi, il rappresentante speciale cinese per il clima Xie Zhenhua, ha chiesto ai leader mondiali di «Adottare le tecnologie più recenti per i loro sforzi di protezione dell’ambiente, invece di ricorrere ai metodi tradizionali, al fine di rispettare le risoluzioni prese a livello mondiale».

Intervenendo al Forum scienza-politica-imprese che ha receduto l’UN Enviroment Assembly, Xie  ha sottolineato che «Dovranno essere adottati dispositivi a risparmio energetico e programmi low-carbon e dovrà essere attuato lo sviluppo della green economy. Per raggiungere gli obiettivi di protezione dell’ambiente stabiliti da tempo. È necessario che la comunità mondiale si fissi degli obiettivi di sviluppo a lungo termine invece che degli obiettivi a breve termine, se vuole ottenere dei successi in questo campo. La comunità mondiale deve inserire le comunità locali, gli attori non statali e le università nel suo tentativo di rispettare le risoluzioni per la protezione dell’ambiente».

Riferendosi alle risoluzioni in discussione All’UN Environment in corso nella capitale del Kenya, Xie ha evidenziato che «Questo approccio in Cina ha funzionato, dove le comunità locali sono state mobilitate per svolgere un ruolo nella gestione del cambiamento climatico« e ha ricordato che  «Grazie allo sviluppo dell’adattamento al cambiamento climatico e all’attenuazione dei suoi effetti, la Cina ha creato milioni di posti di lavoro e sviluppato delle filiere low-carbon nel Paese. Abbiamo lanciato il Carbon Market nel 2018 e abbiamo rafforzato l’utilizzo di elettrodomestici o di apparecchiature commerciali a risparmio energetico in tutte le regioni del Paese».

Mettendo insieme quello che dice il ministro Li e quel che ha dichiarato Xie, evidentemente l’anello debole di questa catena virtuosa costituita da governo centrale e cittadini, sono le amministrazioni locali e le imprese che le corrompono per continuare a inquinare utilizzando tecnologie superate.

Xie a Nairobi ha anche rivendicato il ruolo guida della Cina nel campo delle nuove tecnologie ambientali: «Attraverso il partenariato, il governo cinese ha contribuito a combattere il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico nelle grandi città e sta per raggiungere l’obiettivo di Accordo di Parigi» e ha concluso: «Bisogna investire nell’energia pulita: se vengono applicate nuove tecnologie, l’energia pulita globale esistente può soddisfare i bisogni della popolazione».L’articolo Cina: giro di vite contro gli amministratori locali che indeboliscono le tutele dell’ambiente sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

 

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