Treno Verde ad Arezzo: i risultati dei prelievi sulla qualità dell’aria

 

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Secondo il Treno Verde di Legambiente, dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico per Arezzo è stato un inizio dell’anno migliore: «Nel 2019 sono solo 4 i superamenti per la centralina di Acropoli e 9 per quella di Repubblica. Questi dati non sembrano allarmanti, ma se confrontati con i valori dello scorso anno si possono notare alcune differenze. Infatti nel 2018 la centralina di Acropoli aveva fatto registrare solo 2 sforamenti durante tutto l’anno mentre quella di Repubblica 14».

L’obiettivo del monitoraggio di Legambiente realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura  – è quello di valutare l’esposizione all’inquinamento atmosferico, spesso inconsapevole, a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. «Per questo, il 6 e 7 febbraio scorsi è stato realizzato un monitoraggio in 6 punti “sensibili” della città toscana, scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente – spiegano al Cigno Verde aretino – In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico presente nell’area monitorata, facendo particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati. Traffico, ingorghi, soste selvagge, orari da bollino rosso e altre fonti di emissioni, sono spesso queste le condizioni in cui ogni giorno i cittadini si devono muovere tra mille problemi ma che ormai non sono più sostenibili. I valori registrati di polveri sottili (Pm10) ad Arezzo oscillano tra 13,49 e 37,18 microgrammi/mc (come media oraria) e i punti monitorati sono via Garibaldi (media oraria di 25,88 µg/mc), ITIS (media oraria di 13,49 µg/mc), San Leo (15,25 µg/mc), rotonda G. Monaco (15,38 µg/mc), scuola A. Curina (37,18 µg/mc), e stazione (29,95 µg/mc). Tutti i valori medi non destano preoccupazione, mentre bisognerebbe porre maggiore attenzione ad alcuni picchi registrati durante l’ora di monitoraggio in alcuni punti. Questi picchi, seppur di pochi minuti, incidono sulla salute e sulla qualità della vita delle persone che passeggiano, lavorano, circolano in queste zone congestionate dal traffico. Il picco più elevato si è registrato presso la scuola A. Curina, dove alle 08:34 si è raggiunto il valore di 75 µg/mc, proprio in corrispondenza dell’entrata degli studenti. In via Garibaldi il picco più elevato si è riscontrato alle 08:05 con 69 µg/mc, mentre nei pressi della stazione il valore massimo registrato è stato di 56 µg/mc alle ore 09:37. Nei pressi dell’ITIS, invece il valore più elevato si è registrato alle ore 13:02 con 54 µg/mc. Nell’insieme, questi numeri sottolineano come, nell’arco della giornata, i cittadini possono respirare ripetutamente ed inconsapevolmente aria inquinata anche se solamente per pochi minuti».

Presentando i dati durante una conferenza stampa, il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, ha sottolineato che «La situazione non suscita particolari preoccupazioni ma i picchi registrati in determinati orari e luoghi, con le scuole, fanno emergere una necessità: il cambiamento del nostro stile di vita non è più rinviabile. Ovviamente le istituzioni devono fare la loro parte, ma anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra. Si potrebbe iniziare, ad esempio, a non stazionare con l’auto accesa fino all’ultimo varco di fronte all’entrata di una scuola. I bambini potremmo cominciare ad accompagnarli in classe a piedi!».

La tappa cdel Treno Verde ad Arezzo è stata l’occasione per il circolo di Legambiente “Laura Conti” per presentare lla città il manifesto “Arezzo verso una mobilità sostenibile” e la direttrice del circolo ambientalista aretino, laria Violin, ha detto che «Trasformare Arezzo in una città in cui muoversi in sicurezza e rispettando l’ambiente, soprattutto attraverso sistemi di mobilità dolce, è una priorità e un obiettivo concretamente perseguibile. L’arrivo del Treno Verde ha rappresentato per noi anche l’occasione di incontrare le realtà del territorio e dialogare con i genitori, per stimolare iniziative che possano nascere anche direttamente da loro».

Ecco il manifesto “Arezzo verso una mobilità sostenibile”:

Trasformare Arezzo in una città in cui muoversi in sicurezza e rispettando l’ambiente, soprattutto attraverso sistemi di mobilità dolce e a zero emissioni, crediamo non sia un sogno ma una priorità e un obiettivo realistico, concretamente perseguibile.

Città storica, di piccole dimensioni e molto fortunata per il contesto ambientale in cui è collocata Arezzo vanta, in genere, posizioni invidiabili nelle classifiche nazionali sulla vivibilità urbana, ma i parametri relativi alla mobilità raccontano, ormai  da molti anni, un’altra faccia della nostra città.

Ad Arezzo  sono presenti 67 auto/100 ab, indice fra i più alti d’Italia; solo 0,20 m2/ab sono dedicati ad isole pedonali; i percorsi ciclabili  rappresentano soltanto 4,9 m/100ab.

Dai dati  ISTAT risulta che gli aretini si spostano prevalentemente utilizzando l’auto privata (66%). Solo il 16% utilizza il trasporto pubblico, il 12% si sposta a piedi e pochi in bicicletta (3%).

Gli effetti di questi dati si leggono purtroppo sulla salute e sull’ambiente:  nel 2017 si registrano 0,91 morti per incidente stradale ogni 10000 abitanti e i dati sulla qualità dell’aria non sono confortanti sia per NO2 (27,5 µ gr/m3 media) che per O3 (35 giorni di superamento dei limiti in un anno).

La fotografia che emerge è quella di una città che ancora deve fare molti passi in avanti. Il livello di accessibilità di Arezzo attraverso TPL, car sharing e bici è solo del 19% e ad oggi gli spostamenti compiuti con mezzi a zero emissioni costituiscono una percentuale ancora insufficiente, 15%.

Gli strumenti di pianificazione locale, come il PUMS in fase di discussione e approvazione, non sembrano ancora prendere seriamente in carico l’obiettivo di invertire la rotta. La mobilità sostenibile non si raggiunge, infatti, con lo snellimento e la fluidificazione del traffico e l’aumento di offerta di strada. Più strade a disposizione generano, invece, maggior flusso veicolare e non accrescono la mobilità, tanto meno la mobilità sostenibile.

Le limitate dimensioni dell’area urbana, attraversabile a piedi in poco più di 20 minuti, costituiscono un importante punto di forza per riorganizzare all’insegna della mobilità dolce gli spostamenti nella città. La struttura urbanistica con la quale Arezzo si è sviluppata presenta invece alcuni elementi di fragilità, come il fatto che più di un terzo degli abitanti vivono nelle frazioni e da esse si spostano quotidianamente per accedere ai vari servizi.

Riteniamo che Arezzo abbia le caratteristiche e le potenzialità per cogliere la sfida del cambiamento, verso un sistema di mobilità sostenibile e a zero emissioni, possibile attraverso la riorganizzazione strutturale dei servizi e degli stili di vita e un sistema chiaro di incentivi alla mobilità dolce e alternativa e disincentivi all’utilizzo dell’auto: Rendere la città all’interno della cinta muraria un’oasi della mobilità dolce, pedonale e ciclabile, garantendo condizioni di sicurezza attraverso una zona 20 omogenea e continua, doppio senso ciclabile in tutte le strade, parcheggio di superficie ridotto ai soli residenti, in modo che l’auto divenga un’opzione solo residuale Valorizzare la funzione dei parcheggi perimetrali esistenti (Baldaccio, Mecenate ecc) disincentivando i parcheggi interni alla città e riservando la Cadorna solo ai residenti.  Realizzare percorsi ciclabili e pedonali in sicurezza nelle radiali principali e dalle frazioni più vicine Realizzare sistemi di sicurezza sulle rotatorie urbane e, ove occorra, sottopassaggi. Razionalizzare i passaggi ciclopedonali, realizzandoli solo con criteri di visibilità e sicurezza

Accanto a questi interventi di ordine tecnico progettuale riteniamo fondamentale lavorare contemporaneamente per risolvere alcuni nodi legati anche alle consuetudini che incidono molto sulla mobilità: razionalizzare il TPL intervenendo su percorsi e cadenze soprattutto in fasce orarie di maggiore utenza: favorire la diffusione di nuovi sistemi di trasporto collettivi come il car sharing, valorizzando maggiormente luoghi strategici della città, come ad esempio la stazione; Sperimentare, anche attraverso progetti pilota, nuovi sistemi di mobilità per le zone di maggiore fruizione ricreativa (cinema multisala, centro affari, centri commerciali, ecc); Realizzare condizioni di sicurezza intrinseca permanente (aree pedonali, zone 20 e 30) nelle aree circostanti alle scuole. Attivare sperimentazioni e progetti pilota per affermare modalità di spostamento casa-scuola sostenibili e sicuri, valorizzando esperienze già condotte in passato e iniziative spontanee attualmente in essere.L’articolo Treno Verde ad Arezzo: i risultati dei prelievi sulla qualità dell’aria sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

 

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