Trapani, la coppia gay e i figli non riconosciuti dal Comune. Continua la polemica

 

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 In provincia di Trapani si continua a parlare della famiglia arcobaleno, composta da una coppia gay, che si è avvalsa in America della pratica dell’utero in affitto, pratica non vietata dalla legge statunitense, per mettere al mondo due bimbi di un anno e mezzo.

La coppia ha chiesto al Comune di Trapani il riconoscimento della doppia paternità, istanza che è stata rigettata dal Comune il 6 marzo scorso.

A sostegno della coppia e di tutte le famiglie composte da due mamme o da due papà tante associazioni, da Punto Dritto con Valentina Villabuona all’associazione Arcobaleno il cui presidente è Sebastiano Grasso, che si è schierato a favore delle famiglie e contro ogni discriminazione.

La carente legislazione, infatti, ha lasciato che siano i Comuni a decidere di volta in volta, Grasso sottolinea che “ l’associazione Arcobaleno esprime la propria solidarietà alla famiglia arcobaleno colpita da un provvedimento che riteniamo iniquo e contrario all’idea di famiglia che si manifesta nella realtà anche del nostro Paese. Siamo pronti a sostenere con forza e determinazione la legittima aspirazione di questa famiglia a vedere riconosciuti da parte del comune di Trapani i propri legami affettivi attraverso i conseguenti atti legali”.

Prende posizione anche Francesco Brillante, segretario comunale Pd a Trapani: “È ormai noto a tutti che il Partito Democratico deve, e sta trovando una nuova dimensione a livello nazionale. Ma è doveroso ricordare quanto è stato fatto dall’ultimo Governo soprattutto in materia di diritti civili.
Divorzio breve, legge sulle Unioni Civili, norma sul Femminicidio, e la legge c.d. “Dopo di noi” -che introduce misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con “disabilità grave” prive di sostegno familiare-, sono traguardi raggiunti. Finalmente in Italia si é alzata l’asticella della discussione, dopo tanti anni di silenzio. Pur senza raggiungere l’obiettivo, si è discusso di Ius Soli e stepchild adopition, mettendo al centro del dibattito chi deve starci: il fanciullo.
Tutto questo ha portato sempre più amministrazioni ed amministratori a sensibilizzare e sensibilizzarsi sulle questioni, senza necessariamente attendere il legislatore. É con questo spirito che il Partito Democratico di Trapani, anche alla luce della vicenda che sta coinvolgendo la prima famiglia arcobaleno trapanese, chiede a tutti i rappresentanti nelle istituzioni – iscritti, simpatizzanti e non solo- di non lasciare sola ed in balia di un presunto vuoto normativo una FAMIGLIA. Di tentare, con gli strumenti propri al ruolo ricoperto di dare dignità e parità di diritti a due fanciulli e ai loro due papà, così come altre amministrazioni hanno fatto.
Uguali sono i figli, uguali sono i genitori, uguali sono le famiglie”.

Torna sull’argomento anche Valentina Villabuona, fondatrice dell’associazione Punto Dritto, che si rivolge direttamente al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida: “Caro Giacomo ripensaci, prima che da donna impegnata in politica te lo chiedo da mamma. Era il 2013, ero il segretario comunale di Sel e organizzammo un’iniziativa a Trapani che si chiamava "il diritto delle famiglie". Venivamo da anni di sconfitte con i Pacs, i Dico… certo oggi grazie all’impegno di Monica Cirinna’ e del Pd abbiamo fatto passi avanti, ma non è abbastanza. E mentre a Verona ci sarà il congresso mondiale della famiglia, con il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tanti di noi continuano a parlare di FAMIGLIE. Ed è proprio per questo che oggi ci vuole coraggio, perché con Ministri come Fontana e ddl come quello di Pillon ci vuole il coraggio di andare avanti, perché il medioevo è alle porte e noi non possiamo permettercelo. Nessuna polemica politica strumentale, ma sui diritti non si arretra mai, pur consapevoli che al governo abbiamo fatto poco e dovevamo fare di più. Ognuno di noi può e deve fare la sua parte, perché la politica deve migliorare la qualità della vita delle persone con gli strumenti che ha a disposizione, per questo non mi stancherò di chiedere al Sindaco di Trapani di ripensarci, perché c’è l’occasione di fare la differenza e non bisogna perderla, abbiamo già perso otto mesi e soprattutto abbiamo perso l’occasione di lanciare un messaggio politico importante: "a Trapani le famiglie sono tutte uguali e i bambini sono tutti uguali", un messaggio di cui oggi in un’Italia sempre più razzista e populista le istituzioni si devono fare portavoce. Perché per me e sono convinta anche per te, #primalepersone non è il nome di una mozione congressuale, ma il nostro modo di fare politica”.

 

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