Catanzaro, su Giovino prende quota il no al “mattone selvaggio” 

 

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CATANZARO Concertare, programmare e tenere a bada gli appetiti del “partito del mattone”, che a Catanzaro è sempre sul pezzo e attraversa trasversalmente tutto l’orizzonte politico. Sono questi tre gli “imperativi” che emergono al fondo dell’assemblea pubblica promossa dal leader di “Cambiavento” e già candidato sindaco Nicola Fiorita per discutere del futuro del comparto Alli-Giovino, “polmone” verde e naturalistico della città a pochi metri dal mare Jonio, tornata al centro del dibattito politico alla luce di un progetto messo in campo dall’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Abramo.
Un’area strategica, anche sotto il profilo turistico, per Catanzaro, diventata la “madre” di tutte le battaglie nelle ultime settimane, dopo una conferenza dei capigruppo nella quale il primo cittadino ha illustrato ai consiglieri di maggioranza e minoranza un’ipotesi progettuale sul comparto: una sorta di tripartizione dell’area con la rassicurazione  da parte di Abramo di non voler consentire speculazioni e cementificazioni di alcun tipo. Rassicurazione ribadita a più riprese da Abramo ma evidentemente ancora non sufficiente a sgomberare il campo da dubbi e preoccupazioni, sempre più crescenti come la tensione che sul piano politico sta afferrando Catanzaro.
L’idea di un’assemblea pubblica aperta Fiorita e altri gruppi e associazioni di Catanzaro l’hanno maturata e concretizzata in pochi giorni, invitando anche Abramo e la maggioranza di centrodestra e  radunando nella sede del Dopolavoro ferroviario di Lido una folla consistente, e anche un po’ inattesa. In platea molti consiglieri comunali dell’opposizione (in ordine alfabetico Gianmichele Bosco Fabio Celia, Lorenzo Costa, Sergio Costanzo, Roberto Guerriero, Libero Notarangelo, Cristina Rotundo)  ma anche della maggioranza (Filippo Mancuso e Giuseppe Pisano), i rappresentanti degli ordini professionali della città, esponenti di spicco della politica catanzarese come la senatrice del Movimento 5 Stelle Bianca Laura Granato, l’assessore regionale Angela Robbe e il presidente della commissione regionale anti’ndrangheta Arturo Bova, e poi si intravedono Franco Cimino per il quale «si deve fare adesso una grande battaglia», Eugenio Occhini che 12 anni fa, quasi da solo, riuscì a sventare una colatona di cemento nell’area, una buona rappresentanza pentastellata del Meet Up rappresentata da Francesco Mardente, che incita a “togliere le mani dalla marmellata a chi vuole fare i soldi con il cemento”. A introdurre i lavori l’ingegnere Pasquale Squillace, con un puntuale e appassionato inquadramento tecnico della situazione.
Si snodano gli interventi e le proposte, come quella di un masterplan sul comparto Alli-Giovino che riconduca lo sviluppo dell’area in una visione unitaria e non spezzettata come sottintenderebbe la tripartizione ipotizzata da Abramo e soprattutto lo riconduca nell’alveo del Piano strutturale comunale in via di definizione. Proposte che Fiorita si incarica infine di portare  a sintesi.
«Su Giovino – dice – fare male sarebbe un grande errore come però anche non fare niente. Quello che sicuramente non vogliamo è uno spezzettamento dell’area, che ha una sua vocazione unitaria. Io non sono contro il cemento, sono contro il cemento inutile o che serve solo a qualcuno e non alla città, così come non sono contro il commercio ma contro la saturazione del commercio».
Fiorita ricorda alla platea che «il sindaco Abramo negli ultimi tempi ha fatto un po’ retromarcia aprendo al dialogo e noi ci siamo, con l’obiettivo di fare una pianificazione che non sia al ribasso come si sta prefigurando. Per questo indichiamo tre punti cardine: la concertazione con tutti i portatori di interessi, un masterplan e una pianificazione unitaria dell’area di Giovino».
Alla fine dell’assemblea sono applausi caldi e convinti: il “partito del mattone” resta fortissimo a Catanzaro, ma certo non è qui. (ant. cant.)

L’articolo Catanzaro, su Giovino prende quota il no al “mattone selvaggio”  proviene da Corriere della Calabria.

 

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