Parigi – 18° sabato. Il centro della capitale a ferro e fuoco

 

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Il centro di Parigi è in mano a gente decisa a mettere, come ha messo, a ferro e fuoco i luoghi simbolo della capitale. Al diciottesimo sabato in piazza non sono scesi solo i Gilet Gialli, che hanno fatto la parte loro, ma anche i Black bloc e i casseur. Non è più una manifestazione di protesta, che si ripete, ma vera rivolta quando si mettono a fuoco le barricate, si incendia un palazzo dove per miracolo, i vigili del fuoco, hanno salvato una mamma, rimasta intrappolata, al secondo piano dell’edificio, con il suo bimbo. Non è più manifestazione di protesta, se si aggirano i gendarmi, per aggredirli e se si divelgono segnali stradali per colpire le auto della polizia fino arli arretrare. Non è più manifestazione se si devastano, intere aree della capitale e si assaltano negozi, come Bulgari, Fouquet’s e Disney. Oggi a Parigi c’è sta vera battaglia, tra i Champs Elysees e l’Arco di Trionfo. Il ministro dell’Interno ha dichiarato, senza mezzi termini:” Non si tratta di manifestanti nè di casseur, questi sono assassini”. Ecco, siamo giunti al limite tra la libertà di manifestare la propria posizione, sia pure in contrapposizione con Presidente Macron e del suo governo, e offendere con devastazioni e gravi aggressioni, la dignità di un una Nazione come la Francia. L’impressione che si ricava dopo, 18 sabati di guerriglia urbana, più o meno violenta, è che Macron ha capito poco dello stato, di grande malcontento, che serpeggia in tutta la Francia. Intere parti di popolazione, non solo nella capitale mostrano, il loro malcontento, mentre mancano risposte esaustive tali da calmare gli animi e discutere, con le varie frange, che non hanno capi e non issano bandiere politiche. Quei dimostranti pacifici, con i Gilet Gialli, oggi si trovano al loro fianco, i violenti e chi cavalca la devastazione e veri “assalti proletari” . Non si crede che i francesi, quella parte di popolazione forse oggi minoranza, debba continuare a subire le violenze che si ripetono, un pò dovunque, anche i piccoli centri. Macron, se li ha, tiri fuori gli attributi, convochi le parti e dica chiaramente che, una cosa è la libertà di espressione ed un’altra la devastazione, l’aggressione e assalti ai negozi, più famosi della capitale. Non bastano 80 fermi con 18 feriti non gravi, occorre che venga riaffermato con il ragionamento o con,  maniere forti far capire, che lo Stato c’è e che la democrazia rispetta tutti e va rispettata da tutti.

 

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