Greta e Brenton, la speranza e l’orrore

 

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Venerdì scorso, mentre in più di duemila città in tutto il mondo milioni di giovani chiedevano ai governi di salvare il pianeta dalla catastrofe climatica, in Nuova Zelanda un pazzo criminale xenofobo imbracciava un’arma da guerra e faceva strage di innocenti radunati in preghiera in una moschea. Tra questi due episodi sembrerebbe non esservi alcuna relazione. Invece sono aspetti legatissimi di una stessa realtà. Alla svedese Greta, ispiratrice e icona delle manifestazioni ambientaliste, vorrei dare il nome di Speranza. A Brenton, il massacratore, darei quello di Orrore. Essi rappresentano i due poli estremi del nostro mondo, le due forze antagoniste allo stato puro, gli arbitri assoluti del nostro destino. Dall’esito finale del loro conflitto dipende il futuro dell’umanità.

Speranza ha il volto luminoso e ingenuo di una bambina adolescente. È diventata celebre suo malgrado, perché in lei non v’è segno alcuno di esibizionismo e di vanagloria. Non cura il suo look, pensa solo al suo ideale. Venerdì alla manifestazione di Stoccolma si è confusa nella folla brulicante dei suoi coetanei, tanto che a un certo punto si erano perse le sue tracce. È la semplicità fatta persona. Pacifica, tranquilla, dolce e severa insieme, non usa mai paroloni, non assume pose drammatiche, non fa ammiccamenti. È tagliente, precisa, implacabile. Va dritta al sodo, al cuore della verità, senza giri di frase. La sua dialettica è tanto ingenua quanto perfetta e disarmante. Ti conquista con il tocco lieve di una sapienza innata e del suo ironico sorriso. Le hanno chiesto: “Qual è il politico che temi di più?”. Ha risposto: “Forse vi aspettate che io dica Trump. Ma quello è solo un matto molto pericoloso. I politici che temo di più sono quelli che promettono di impegnarsi contro il riscaldamento globale, e poi in realtà non fanno niente”. Dite se questa non è intelligenza allo stato puro! E all’età di sedici anni. Fantastica Greta-Speranza.

Orrore ha invece il volto di un giovane uomo pietrificato nell’odio per i “diversi”, nelle fobie paranoiche, nel culto della violenza e della vendetta. Ogni suo sforzo è rivolto al fine della vanteria: pubblica un roboante pamphlet di 74 pagine per illustrare le sue teorie deliranti, e poi immortala se stesso mentre compie il massacro degl’innocenti riprendendosi con la videocamera e trasmettendo le sue gesta in diretta Facebook. Si crede un supereroe, un giustiziere da videogame. L’odio e la stupidità lo hanno accecato al punto da indurlo a una fede fanatica nella teoria sovranista e nazifascista della “grande sostituzione”. Teoria complottistica sostanzialmente identica a quella della “sostituzione etnica”, ossia del fasullo e famigerato “piano Kalergi” che già costituì uno dei chiodi fissi del delirio hitleriano: fu proprio Hitler infatti a sostenere nel Mein Kampf che gli ebrei stavano progettando massicce immigrazioni in Europa di neri dall’Africa per inquinare e indebolire la razza ariana, e per poi sostituirsi agli ariani nel dominio del mondo. Con queste frottole criminali Hitler ottenne lo sterminio di milioni di ebrei e di altri individui “subumani” (zingari, disabili, omosessuali). Brenton, nel suo piccolo, è riuscito a trucidare in pochi minuti quarantanove musulmani.

E non è affatto un caso che Speranza sia femmina, mentre Orrore è maschio. Attenzione, perché è proprio qui che si cela la chiave profonda del problema. Il nostro mondo è sull’orlo dell’apocalisse perché la cultura dominante in tutte le nazioni è ancora e sempre quella patriarcale, “machista” e guerriera del dominio, della forza, della volontà di potenza. E qui non c’entra l’essere bianchi o neri, cristiani o musulmani, atei o credenti. Qui il vero muro da abbattere è quello dell’egemonia millenaria della cultura maschilista: cultura che giustifica e promuove la violenza in tutte le sue forme. Violenza di maschi contro maschi per il dominio sul branco, violenza di maschi contro femmine per il dominio sulle femmine, violenza bellica di popoli contro altri popoli per il dominio di territori e di risorse, violenza omofoba, violenza razzista, violenza ideologica, violenza religiosa, violenza dell’uomo sull’ambiente per l’accrescimento illimitato dei beni materiali, violenza sugli animali per la supremazia della specie e per l’ingordigia di cibarsi delle loro carni.

Uscire dall’era della violenza per diventare veramente umani. Questo è, credo, il suggerimento più importante che sta dando al mondo la piccola Greta-Speranza. Non sprechiamolo. Non degradiamo questa intrepida giovinetta a idolo, a moda, a feticcio sentimentale. Piuttosto, diamoci tutti da fare. Ciascuno di noi può e deve compiere, giorno per giorno, ora per ora, qualcosa di concreto per fermare la violenza che sta avvelenando il pianeta e il cuore degli esseri umani.

 

Selinos

 

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