Sicilia, i voti comprati dai politici. Il caso della Lega di Salvini

 

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E’ una grande inchiesta che riguarda promesse elettorali, favori e voto di scambio quella che riguarda molti politici siciliani. Ci sono coinvolti 96 politici di tutti gli schieramenti, anche della Lega di Salvini.

Ai leghisti appartiene il caso più incredibile: quello dei fratelli Caputo, che hanno fatto confondere gli elettori: vota un fratello, ma in realtà scegli un altro. Agli ex coordinatori regionali della Lega Alessandro Pagano e Angelo Attaguile (il primo è deputato alla Camera) viene rimproverato di avere ideato un trucco ai danni degli elettori: attribuire a Mario Caputo, in corsa alle Regionali 2017 per “Noi con Salvini”, il falso appellativo di “Salvino”, ovvero il nome di battesimo del fratello ex parlamentare, «fingendo che il candidato fosse quest’ultimo». Per convincere il Caputo più famoso a prestare il suo nome, scrive il pm, Pagano e Attaguile gli promettevano «che, se avesse accettato, lo avrebbero candidato alle elezioni nazionali e gli avrebbero conferito un incarico di prestigio nel partito». Risultato: «Caputo Mario non svolgeva alcuna significativa propaganda elettorale, lasciando che al suo posto lo facesse il fratello Salvatore». E Salvino, per conto suo, «fingeva di essere lui il candidato, presentandosi agli elettori come tale, promettendo numerose utilità per ottenere il voto, incontrandoli nelle abitazioni, in esercizi commerciali e aziende, diffondendo e facendo diffondere manifesti e facsimile recanti il solo cognome Caputo, senza il nome e la foto del vero candidato». 

 

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