Al via Stati Generali Editoria, Crimi: è ora di cambiare tutto

 

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“L’informazione e l’editoria sono pilastri fondamentali della nostra democrazia. Mi auguro, sinceramente, che dal lavoro che riusciremo a fare in questi mesi possa uscire il miglior impianto di leggi possibile, che sia in grado di ridare ai cittadini un’informazione libera, corretta, verificabile e trasparente, nonché dignità e tutele a chi in questo settore lavora”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza M5s con delega all’Editoria alla vigilia degli Stati Generali dell’Editoria che saranno da lui inaugurati domani con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e che vedranno partecipazione e contributi di tutti gli operatori dei settori Editoria e Informazione, fra i più colpiti dalla crisi di questi anni.[irp]

“La cerimonia di domani – ha sottolineato Crimi in un video post su Fb- sarà soltanto il punto di partenza di un lungo e intenso cammino. Inizieremo a raccogliere attraverso la rete le proposte di tutti, dalle categorie direttamente coinvolte ai singoli cittadini. Chiunque potrà partecipare con le proprie idee, senza filtri. Ci attendono mesi di dibattiti pubblici, tavoli di lavoro e confronti, anche serrati, su temi di rilevanza nazionale come la libertà d’informazione, nuovi modelli di sostegno al pluralismo, la deontologia professionale, la dignità e i diritti dei lavoratori, le prospettive dell’innovazione tecnologica, lo sviluppo di nuove categorie professionali, la tutela del diritto d’autore e tanto, tanto altro”.

“Domani – rimarca Crimi- è un giorno importante: prendono il via gli “Stati Generali dell’Informazione e dell’Editoria”. Un percorso che ci condurrà ad una riforma strutturale del settore, oramai necessaria e non più rinviabile. Un percorso che vedrà la partecipazione di tutti gli attori e le categorie del settore, chiamati a contribuire con idee, suggerimenti e proposte. L’iniziativa era stata annunciata dal Presidente Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno davanti ai giornalisti. Ed ora la stiamo realizzando. In tanti, negli anni passati, avevano manifestato l’esigenza di riformare il settore, ma alle parole non si era mai dato seguito con i fatti. È la prima volta che nel nostro Paese viene avviato un percorso come questo. È un’occasione importante, da non perdere. Confido nella collaborazione di tutti, da parte mia c’è la massima disponibilità ed apertura. Non è una singola giornata, un dibattito apri e chiudi, un tavolo fine a sè stesso. È un percorso duraturo, concreto, partecipato e condiviso, che si snoderà in varie tappe. Un percorso che abbiamo fermamente voluto, per riportare al centro di questo fondamentale e strategico settore ciò che da tempo sembra essere dimenticato: i diritti dei cittadini, ai quali sono destinati l’informazione e i prodotti editoriali, e dei lavoratori che operano all’interno della filiera”.[irp]

“Negli ultimi 15 anni – ha ricordato il Sottisegretario M5s alla Presidenza- lo Stato ha riconosciuto all’editoria contributi pubblici per oltre 4 miliardi di euro. Una cifra importante, ma qualcosa non ha funzionato. Oggi vediamo aziende in crisi, lettori in fuga, giornalisti sottopagati e senza tutele, fake news anche sui media tradizionali, difficoltà ad adeguarsi alla comunicazione che cambia, edicole che chiudono al ritmo di 3 al giorno, autori privati dei loro diritti, fonti di sostentamento dei giornali che si riducono. Ma non dobbiamo guardare al passato e non vogliamo andare a caccia delle responsabilità, che pure ci sono state da parte di tanti. Ora è tempo di guardare al futuro. Nella teoria dei giochi si parla di ‘Equilibrio di Nash’, un momento del gioco in cui nessun giocatore ha interesse ad essere l’unico a cambiare: o termina il gioco -e nessuno ha intenzione che questo accada-, oppure i giocatori devono agire insieme senza danneggiare o avvantaggiare un giocatore in particolare”.

“Per questo – rimarca ancora Crimi- occorre ridiscutere in modo equilibrato l’intero sistema. E va fatto insieme a tutti i suoi protagonisti, per individuare gli strumenti necessari non solo a consentirgli di esistere e resistere, ma anche di svilupparsi ed essere in grado di competere sul mercato, non solo italiano, con prodotti editoriali e un’informazione di qualità”. E per questo “ad essere coinvolti non saranno soltanto editori e giornalisti” ma “vedranno la partecipazione di agenzie di stampa, giornalisti, distributori nazionali e locali, investitori pubblicitari, centri media, edicolanti, poligrafici. E ancora, le categorie speciali dei fotoreporter, dei videogiornalisti, dei social media manager e tanti altri soggetti in passato spesso dimenticati”. “Voglio rassicurare – ha concluso il Sottosegretario all’Edioria- che ci sarà il tempo di discutere in maniera approfondita con tutte le categorie di settore e tutti coloro che vorranno dare il loro contributo, nei tanti eventi dedicati e specifici in programma nei prossimi mesi”.

 

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