Arsenal-Napoli 2-0, pagelle / Il male oscuro che si chiama paura

 

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pagelleMERET. Se per il ritorno c’è un esilissimo filo di speranza, Ilaria cara, quasi invisibile, lo dobbiamo soltanto a lui, uno dei più giovani dell’allegra, si fa per dire, comitiva azzurra in trasferta a Londra. San Meret ne prende due ma ne evita almeno tre – 8

Il migliore e forse il più arrabbiato con i compagni (i suoi occhi, inquadrati più di una volta, parlavano chiaro). Certo è che bisognerebbe fargli una statua – 8

HYSAJ. The Horror Hysaj Show, non c’è altro da aggiungere – 3

Il fatto che giochi terrorizzato non fa che peggiorare i suoi già evidenti limiti tecnici. E il terrore, evidente in tutta la partita, si nota già al 4’, quando nemmeno riesce a tenere il pallone in campo. Impacciato. Imbarazzante – 2

MAKSIMOVIC. Il Corazziere serbo salva l’onore con tante chiusure e anticipi di testa, si è dimostrato un giocatore europeo nel senso pieno della parola – 6

L’unico che salvo, insieme a Meret – 6

KOULIBALY. Quando al 7’ prende il posto di Meret e ribatte col corpo ben due tiri consecutivi degli indemoniati Gunners, si capisce che sarà una serata di sofferenza intensa. Però è sfortunato sui due gol presi dal Napule. Nel primo subisce un umiliante tunnel, nel secondo devia l’innocuo tiraccio di Torreira. In ogni caso è l’unico top player, torno a dirlo, di questa squadra – 6

Sfortunato, è vero, ma anche lui aveva dipinta la paura sul volto. E non lo accetto – 5,5

MARIO RUI. Il primo tempo è Waterloo e Caporetto messe insieme: gli azzurri non imbroccano un passaggio che sia uno e il Tappetto Lusitano è tra i peggiori in assoluto. Non a caso il vantaggio dell’Arsenal origina da una sua palla sbagliata a centrocampo. Nella ripresa riprende a correre ma non azzecca nulla, né angoli né cross – 4

Nella ripresa è il primo che prova a giocare come gli ha spiegato Ancelotti, se non altro, il problema è che la consegna è di non buttar via la palla ma lui, nel tentativo di rispettare l’ordine, manda in crisi i compagni – 4,5

CALLEJON. Il mondo scopre i buchi neri e noi per la prima volta abbiamo visto tanti errori di Callejon, un evento mondiale, appunto. Ma è lui che dà quella pelota a Lorenzo l’Impiastro che tira alto mirando al Big Ben, non alla porta – 5

La paura appanna anche le sue normalmente straordinarie doti – 5

ALLAN. I Gunners occupano militarmente il centro del campo e nascondono la palla anche a lui. Meglio nel secondo tempo ma è pochissima roba – 5

Il centrocampo, ieri, era il vero buco nero – 4,5  

FABIAN RUIZ. All’11’ quell’apertura per Zielinski è un fuoco fatuo, un piccolo falò della vanità. Stasera Fabian non è per niente aquila, anzi è un tordo che regala all’Arsenal il pallone del secondo gol. Un altro disastro nel disastro – 4

L’imperdonabile ingenuità con cui regala a Torreira il secondo gol è sicuramente la fotografia della serata – 4

OUNAS dall’82’. Ormai è ufficiale: non passa la palla e tira solamente, talvolta a dispetto dell’evidenza, coi compagni in attesa di un assist – 5

La cosa diventa ancora più irritante se si considera che crea diverse occasioni gol – 4,5

ZIELINSKI. Ecco, mettiamola così Ilaria: anche Piotr ha fatto una partita inguardabile epperò poteva riscattare lui e tutti noi mettendo dentro quella palla al 72’ – 4,5

Il buco nero inghiotte anche lui: sbaglia clamorosamente diversi passaggi, oltre al gol. Vero è che accanto a lui Fabian Ruiz era completamente spento – 4

INSIGNE. Alcune cose gli riescono, molte no, compreso quel rigore in movimento che finisce, come detto, sul Big Ben – 5

La palla sul Big Ben, la testa su Marte – 4,5

YOUNES dall’82’ – senza voto

Chissà che non meriterebbe di giocare di più, con la squadra in questo stato – sv  

MERTENS. Nelle bande musicali, per fare numero, c’è spesso qualcuno che porta uno strumento a spasso senza saper suonare. Più o meno come Mertens stasera – 4,5

Sono stata tentata di romperglielo in testa, quello strumento – 4,5

MILIK dal 65’. Mai pericoloso, ma non è solo colpa sua, ovviamente – 5

Non credo abbia toccato una sola palla – 4,5  

ANCELOTTI. I conti si faranno giovedì prossimo che è anche Giovedì Santo, giorno in cui usciranno le prime processioni di incappucciati. E allora in attesa della penitenza, qualche osservazione è d’obbligo: sinora Re Carlo si è era distinto anche per la lettura delle partite, adesso è da un po’ che due cambi su tre li fa in extremis, come preso dalla disperazione. Questa squadra ha un male oscuro e non dipende solo da lui – 5

Per la prima volta l’ho visto spaesato, poco lucido. Anche il modo in cui parlava con il figlio mostrava segni di cedimento psicologico di fronte al cedimento psicologico di un’intera squadra. Ci sono da dire due cose. La prima è che la paura dei nostri era del tutto immotivata: l’Arsenal visto in campo era forte ma non fortissimo, di certo con diversi punti deboli, non una squadra imbattibile, insomma. La seconda è che non essere riuscito a sradicare la paura palpabile nell’aria è anche una sua responsabilità. La qualificazione non è persa, ma la partita è stata vergognosa. La vita è tutto uno stato mentale, abbiamo spesso ripetuto. E questo mi fa essere arrabbiata ancora di più stamattina – 4,5

ARBITRO MALLENCO. Una direzione a singhiozzo, talvolta rassicurante, spesso sbilenca – 5

È stato l’ultimo dei nostri problemi, temo – 6

 

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