Il timore di un “autunno caldo”, torna tensione tra M5s e Lega. Tria: servono “coperture di notevole entità”

 

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Ci sono i dati positivi sull’industria e ora arriveranno – anticipano fonti ministeriali – anche buoni riscontri sull’andamento dei consumi. La maggioranza cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma non e’ solo il premier Conte ad aver constatato il rallentamento dell’economia. Soprattutto nella Lega resta la preoccupazione per la situazione economica, con il ministro dell’Economia Tria che mette nero su bianco la necessita’ di trovare “coperture di notevole entita'”. Ecco perche’ un ‘big’ del partito di via Bellerio confida che non e’ detto che il governo passera’ le forche caudine dell’autunno. Sara’ intanto importante capire l’esito dell’Europee e se eventualmente ci saranno scossoni. La preoccupazione di un autunno caldo non cambia pero’ la linea di Salvini e Di Maio che vanno avanti per la propria strada.

Anche il premier Conte da giorni invia segnali rassicuranti: la premessa, reiterata in piu’ occasioni, e’ che la legislatura proseguira’ con questa maggioranza e che non ci sara’ ne’ una manovra’ correttiva, ne’ una patrimoniale tantomeno l’aumento dell’Iva. Ma i nodi sul tavolo sono rinviati ed e’ lo stesso Giorgetti a spiegare che se ne “parlera’ a settembre”. “Senza una svolta sara’ inevitabile un aumento dell’Iva”, la constatazione di FI. Al momento le forze che hanno contratto il programma di governo sono impegnate nella definizione delle liste. Permane pero’ un clima da campagna elettorale, con il partito di via di Bellerio che non nasconde la tensione con M5s per gli attacchi dell’alleato soprattutto sul fronte immigrazione, sulle polemiche legate al 25 aprile e sulla famiglia. “Evidente che lavoriamo piu’ della Lega”, ha detto questa sera ai parlamentari Di Maio.[irp]

Sullo sfondo c’e’ la richiesta del Fondo monetario internazionale che chiede “misure credibili” e l’allarme del governatore Visco che teme la mancata produttivita’ dai provvedimenti su Quota cento e reddito di cittadinanza. Intanto pero’ e’ stato siglato l’accordo e le regioni proprio sulla misura cara ai Cinque stelle mentre a Montecitorio si attende per giovedi’ il Def e soprattutto la stesura del Dl crescita. “Il rischio e’ che dietro a un’ottima norma ci sia un mostro burocratico che la blocca subito dopo, con i decreti attuativi, le interpretazioni e via dicendo…”, ha ammesso il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giorgetti. Sia nel Movimento 5 stelle che nella Lega sotto traccia si denunciano gli affondi che provengono dai poteri forti mentre i pentastellati fanno osservare il ritrovato feeling del vicepremier M5s con Confindustria. Intanto alla Camera il presidente del Consiglio ha sottolineato la propria preoccupazione per la situazione libica. Preoccupazione emersa anche al Copasir durante l’audizione del direttore dell’Aise e che emerge anche tra i leader e i Capi di Stato dell’Unione europea.

 

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