Marsala, Gianni Genna morto per un malore. Cosa sappiamo di nuovo. Oggi i funerali

 

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Nessun omicidio. Gianni Genna è morto per un malore. Lo ha stabilito l’autopsia che si è effettuata ieri sul corpo del giovane di 27 anni trovato senza vita martedì scorso in un terreno di contrada Ciavolotto, a Marsala, dopo che si erano perse le tracce da sabato.

Per i medici Gianni Genna è morto per un arresto cardiaco, avvenuto sabato notte. L’esame è stato effettuato da Elena Ventura, medico legale, del Policlinico di Palermo. Conferma, pertanto, i risultati della prima ispezione cadaverica. Il prossimo passo è attendere, tra un paio di mesi, i risultati delle analisi tossicologiche sui tessuti per capire se davvero il giovane abbia assunto droga e alcool.
La salma è stata restituita alla famiglia. Oggi alle 11 e 30 si celebreranno i funerali nella chiesa di Santo Padre delle Perriere.
Dicevamo che si dovrà attendere del tempo per i risultati degli esami tossicologici, per sapere se Gianni Genna abbia assunto droga e alcol.
Ma oltre alle cause c’è da capire cosa sia accaduto la notte tra sabato e domenica, se Genna era da solo, se qualcuno lo ha visto star male e non ha prestato soccorso.
Le immagini della videosorveglianza del “Suburbia”, il night club di contrada Digerbato, in cui si trovava sabato notte il giovane 27enne, mostrerebbero Genna barcollante.
Sono giorni frenetici in cui le forze di polizia e gli inquirenti stanno svolgendo tutti gli accertamenti per capire cosa sia successo.
L’ipotesi dell’omicidio era stata scartata già la sera del ritrovamento del corpo, con l’ispezione del cadavere che escludeva tracce di aggressioni.
In questi giorni sono stati ascoltati dagli inquirenti amici e familiari per ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo. Sono stati ascoltati parenti e amici e sono state viste le immagini della videosorveglianza del night in cui si trovava. Le riprese mostrerebbero Genna in stato confusionale, da solo, barcollante. Resta il mistero su come sia arrivato sul luogo in cui è stato trovato. Si sarà allontanato da solo e poi si è sentito male? O qualcun’altro è intervenuto? C’è stata in sostanza omissione di soccorso?
Questa ipotesi potrà essere accreditata o esclusa una volta ricostruite esattamente le ultime ore di vita del giovane.

Molte domande ancora oggi non hanno risposta. Gianni assieme ad alcuni amici ha trascorso la prima parte del sabato sera in alcuni locali del centro storico di Marsala, poi in auto sono andati in Contrada Digerbato, al night club “Suburbia” (ex "Bocca di Rosa") dove, hanno provato ad entrare. Secondo quanto dichiarato dagli amici, sarebbe stato lui stesso a decidere di restare lì. Quanto è successo dopo, e come ci sia arrivato fino al luogo dove è stato ritrovato il corpo rimane ancora un mistero. I due amici che erano con lui raccontano di averlo lasciato solo nel locale.
Ad oggi non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati alla Procura di Marsala.

Non sa nulla sulle cause del decesso la famiglia. I primi istanti in seguito al ritrovamento del corpo i familiari si sono lasciati andare in urla disperate invocando giustizia contro i “bastardi” che si presumeva avessero fatto qualcosa a Genna. Intanto parla il fratello di Gianni, Giuseppe, che accusa: “Mio fratello lasciato solo a morire, non lo meritava”. “Amico è una parola grossa” commenta il fratello, lo hanno abbandonato.
"Lo hanno lasciato solo, avrebbero dovuto chiamare i soccorsi o chiamare me – continua Giuseppe Genna – Mio fratello non lo meritava, rispettava tutti, se qualcuno era ubriaco, in difficoltà, lo aiutava". "Non fidatevi di nessuno, fidatevi solo dei vostri genitori perché amici non ce ne sono. Amico è una parola troppo grossa".
La pista più accreditata resterebbe quella di un malore causato un mix letale a base di alcol e stupefacenti.

 

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