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chi ha diritto e come indicarle nel 730

                <img alt="http://www.tasse-fisco.com/" height="213" src="https://www.tasse-fisco.com/wp-content/uploads/Detrazione-spese-ristrutturazione-inqulino-730--350x213.jpg" width="350" />La domanda di un lettore circa il diritto alla detrazione fiscale Irpef delle spese di ristrutturazione di un appartamento in affitto mi spinge a fornire alcuni chiarimenti utili per comprendere chi può effettivamente beneficiare dello sconto e come indicarlo nella propria dichiarazione dei redditi 730 o modello unico.

La gestione delle spese di ristrutturazione tra proprietario e inquilino

La gestione delle spese di ristrutturazione da parte dell’inquilino può essere effettuata in due modi. Solitamente avviene che il proprietario sostenga le spese di ristrutturazione dell’unità locale in locazione in quanto come sapete, le spese di manutenzione ordinaria ricadono nella sfera di competenza dell’inquilino mentre quelle straordinarie dovrebbero essere a carico del proprietario. Tuttavia nella prassi spesso non va così in quanto il proprietario non vuole effettuare lavori di ristrutturazione, rifacimento, acquisto o sostituzione di impianti perchè sa che saranno soggetti a logora fisico e obsolescenza nonchè a usura dovuta all’utilizzo degli inquilini.

Nel caso comunque si decisa di effettuare l’intervento le possibilità sono due:

  1. paga l’inquilino
  2. paga il proprietario
  3. paga l’inquilino ma le somme sono scalate dal prezzo dell’affitto mensile

Pagamento spese di ristrutturazione da parte dell’inquilino

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Il primo chiarimento che di riguardai diritto alla detrazione. L’inquilino ha diritto a portare nella propria dichiarazione dei redditi il costo effettivamente sostenuto per interventi di questa tipologia che darebbero luogo allo stesso diritto come se dell’immobile fosse proprietario.

La particolarità risiede nella difficoltà a rappresentare questo nella dichiarazione dei redditi in quanto non figurano immobili di proprietà nel quadro Terreno e fabbricati. Sarà necessario quindi andare a compilare il quadro E della dichiarazione 730 – sezione III A e III B dove solitamente vanno inserite le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

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Lo stesso vale per la compilazione del modello Unico. Il quadro interessato sarebbe il quadro RE, tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi le celle della dichiarazione a livello di numero corrispondono tra 730 e modello unico, cambia solo il nome della quadro. Avendo davanti il 730 posso dirvi che il rigo dove inserire le spese di manutenzione è E41, dove inserirete l’anno di sostenimento della spesa, il numero della rata e l’importo pagato totale.

La particolarità risiede nella compilazione del rigo E53 dove dovrete indicare nella colonna 7 “codice identificativo del contratto” il numero di registrazione che vi hanno dato all’agenzia delle entrate quando siete andati a registrare il contratto di affitto. Se lo avete fatto telematicamente avrete comunque lo stesso numero nella ricevuta elettronica che vi è tornata indietro. Oltre al decide identificativo del contratto è necessario anche compilare, come si può intuire, i dati catastali dell’immobile in affitto.

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Nel rigo E51 dovrete essere bravi ad indicare nella colonna 1 il codice che 1 che va ad individuare il numero progressivo  indicato nella colonna 10 della sezione III A le spese a cui si riferiscono i dati di spesa indicati nella sezione III B. Questo è il collegamento che permette di agganciare le spese all’immobile in affitto.

Esempio

Se prendiamo come esempio una spesa di 10 mila euro sostenuta dall’inquilino per interventi di ristrutturazione dell’appartamento che da diritto ad una detrazione Irpef del 50% in 10 rate costanti, l’importo da indicare nel rigo 29 del 730-3 sarà pari a (10.000 : 10) x 50%= 500 euro, da riportare ogni ano nello stesso rigo (a meno che l’anno o quelli dopo non cambino la numerazione, ma solitamente non lo fanno).

Spese sostenute dal proprietario

Non vi sono problemi nel trattamento fiscale di questa tipologia di spesa in quanto il proprietario che sostiene la spesa può liberamente portare in detrazione la spesa ai fini Irpef secondo le ordinarie regole viste negli articoli dedicati al tema. Trovate a tal proposito nel seguito i riferimenti alle guide di approfondimento gratuite di tasse-fisco.com per ciascuna di queste. Questa previsione vale per tutte le forme di detrazione fiscali introdotte dal legislatore che possono essere risparmio energetico, manutenzione straordinaria o anche interventi di manutenzione ordinaria effettuata su parti condominiali comuni. La discriminante risiede come al solito nel soggetto che effettua la spesa.

Spese sostenute dall’inquilino ma scalate dall’affitto mensile

In questo caso il soggetto avente diritto alla detrazione è il proprietario che sta sostenendo effettivamente la spesa. Nella prassi spesso avviene così ma l’inquilino spesso non si rende conto che dovrebbe richiedere indietro una parte ogni anno pari all’impatto della detrazione Irpef che il proprietario fruisce. Spesso non avviene per ignoranza dell’inquilino e il proprietario così beneficia di un vantaggio economico.

730 precompilato

Purtroppo per chi effettua il 730 precompilato il dato relativo alla spesa, se effettuata con bonifico parlante potreste già trovarla proposta nel rigo, ma le informazioni non sono complete in quanto manca il riferimento alla presenza dell’immobile e questo potrebbe drizzare le antenne all’agenzia delle entrate che potrete far scattare dei controlli o anche solo delle semplici richieste di informazioni per approfondire il diritto o meno allo sfruttamento delle detrazioni fiscali, natura, importo e tipologia.

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