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cos’è, come si calcola e come influisce sui mutui

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Cos’è l’Euribor, come si calcola e perché se ne sente parlare così spesso?

Un tasso che per milioni di famiglie europee è sinonimo di mutuo a tasso variabile, l’indice Euribor è il parametro su cui si basa l’oscillazione del tasso che modifica mese dopo mese la rata di tanti mutuatari.

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso interbancario di riferimento utilizzato come media dei tassi d’interesse con cui le maggiori banche effettuano tra di loro transazioni finanziarie in euro. L’Euribor è sotto il controllo di EMMI (European Money Markets Institute), che ne comunica giornalmente il valore.

In questo articolo vedremo come si calcola, quali sono le banche che lo decidono, come varia e perché l’Euribor è così importante per i mutui. Scopriremo di più inoltre sulla riforma dell’Euribor e quale tasso lo sostutuirà entro il 2022.

Cos’è l’Euribor?

L’Euribor è il dato presente su milioni di contratti di mutuo a tasso variabile di tutta Europa. È la componente volatile del tasso applicato dalla banca per calcolare la rata dei mutui indicizzati. Infatti, oltre allo spread, che è la parte costante del tasso, l’Euribor varia tutti i giorni e a seguito delle sue oscillazioni, il tasso può subire dei modifiche nel corso dell’ammortamento, anche sostanziali. Proprio come è accaduto quando nel 2008 l’Euribor raggiunse i suoi massimi storici, superando quota 5%. Oggi, al contrario, viviamo nell’era dei tassi ai minimi storici, con tutte le scadenze Euribor in territorio negativo.

La prima rilevazione dell’indice Euribor è stata pubblicata il 4 gennaio 1999, lo stesso anno in cui l’Euro è stato introdotto come moneta sui mercati finanziari europei. In Italia, precedentemente, il tasso interbancario di riferimento che veniva utilizzato come parametro per determinare i mutui a tasso variabile fino al 1998 era il Ribor (Rome Inter Bank Offered Rate).

Come viene calcolato l’Euribor?

Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, EMMI richiede ad una selezione di istituti di credito con un rating di prima classe l’emissione quotidiana delle proprie quotazioni per determinare il valore dell’Euribor.

Il panel di banche (attualmente 18) che determinano l’andamento dell’Euribor sono:

  • Belfius Banque (Belgio)
  • Bnp-Paribas, HSBC France, Natixis, Crédit Agricole, Société Générale (Francia)
  • Deutsche Bank e DZ Bank (Germania)
  • Intesa Sanpaolo e Unicredit (Italia)
  • Banque et Caisse d’Épargne de l’État (Lussemburgo)
  • ING Bank (Olanda)
  • Caixa Geral De Depósitos (Portogallo)
  • Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Banco Santander, CECABANK, CaixaBank (Spagna)
  • Barclays (Regno Unito).

Perché l’Euribor è importante per i mutui?

Come detto, l’Euribor viene utilizzato come indice per parametrare i mutui a tasso variabile di milioni di famiglie europee, ma è anche l’indice di riferimento europeo dei tassi che si applicano a vari prodotti finanziari, tra cui i futures, gli swap e i forward rate agreement.

L’Euribor varia tutti i giorni ed è importante controllarne il valore quotidiano per determinare l’andamento dei mutui a tasso variabile. In particolare, se si conosce il valore dell’Euribor in base alla rilevazione del proprio contratto, è possibile calcolare la rata del mutuo in anticipo e verificare la correttezza dell’applicazione da parte della banca. Basta conoscere in quale giorno il nostro istituto prende il dato e aggiungiamo lo spread indicato nel contratto e sapremo su quale tasso dovrà essere calcolato il nostro mutuo residuo e di conseguenza le nostre rate future.

Come si calcola l’Euribor in un mutuo a tasso variabile?

Come detto, l’indice Euribor è l’indicatore che fa oscillare la maggioranza dei mutui a tasso variabile. Ma come viene calcolato il tasso variabile? Se ci rechiamo in banca e chiediamo informazioni su un mutuo, il funzionario, con tutta probabilità ci proporrà sia un mutuo a tasso fisso, la cui rata viene bloccata il giorno della stipula del mutuo e rimarrà la stessa per tutta la durata del finanziamento, sia un mutuo a tasso variabile. Lo stesso addetto ci indicherà il criterio su cui calcoleremo il tasso e di conseguenza la rata, che potrebbe essere il seguente:

«Tasso di interesse pari alla quotazione dell’Euribor 360 a 3 mesi, rilevata l’ultimo giorno lavorativo del mese precedente alla data di stipula, maggiorata di uno spread pari all’1,00%».

In questo caso, in assenza di altre clausole, vediamo come determinare il tasso finito con cui partiremo a pagare il mutuo. Supponendo di stipulare il mutuo nel mese in corso, dovremmo consultare lo storico dei tassi Euribor e verificare il valore dell’Euribor 3 mesi del giorno indicato dalla banca, in questo caso l’ultimo giorno lavorativo. A quel dato (immaginiamo che il tasso sia pari a -0,30%) dobbiamo aggiungere il valore dello spread proposto dalla banca, in questo caso l’1,00% e a questo punto la somma algebrica ci darebbe il tasso finito, pari allo 0,70%, che applicato al nostro calcolatore mutuo, in base al capitale da richiedere e alla durata del prestito, otterremo come risultato la rata da pagare alla banca. Essendo un mutuo indicizzato, la rata potrà cambiare in base all’andamento dell’Euribor e pertanto, per conoscere in anticipo le rate successive sarà necessario consultare mese dopo mese l’Euribor della data di rilevazione prevista nel nostro contratto.

Le scadenze dell’Euribor

I tassi Euribor si differenziano per tipo di scadenza, attualmente sono cinque: a una settimana, a un mese, a tre mesi, a sei mesi e a dodici mesi. Nel caso dei mutui, le scadenze sono le rilevazioni temporali su cui vengono calcolate le rate. Le scadenze Euribor più utilizzate dalle banche italiane sono il termine a un mese, tre mesi e sei mesi.

Un’altra differenza dei tassi Euribor è la base dell’indice, che può essere 360 o 365 giorni, a seconda dei numeri dei giorni presi in considerazione per il calcolo (360 per l’anno commerciale e 365 per l’anno solare).

Ogni banca utilizza una rilevazione del tasso che si può trovare nei fogli informativi dell’istituto e che verrà chiaramente indicato nel contratto di mutuo al punto «rilevazione del parametro di riferimento». Ad esempio, una banca può prendere il valore dell’Euribor del primo giorno del mese in corso, un’altra facendo la media delle rilevazioni del mese precedente, a cui, aggiunto lo spread, applicherà il tasso finito al cliente.

La riforma dell’Euribor, arriva Ester

Entro il 2022 entrerà in vigore Ester, il nuovo tasso di riferimento che dovrebbe sostituire l’Euribor per come lo conosciamo oggi. Si parla da diversi anni del nuovo Euribor, e questa volta, dopo l’ultima comunicazione ufficiale di EMMI di prorogare l’ingresso del nuovo tasso Ester entro il 31 dicembre 2021, sembra ormai certo che siamo vicini al pensionamento dell’Euribor, dopo poco più di venti anni di attività.

Inizialmente la riforma del tasso Euribor era prevista per il 2019, ma la proroga è stata necessaria per evitare difficoltà di passaggio tra il vecchio e il nuovo parametro, considerata la delicata operazione di dover trasferire gli oltre 100 miliardi di valore di contratti legati attualmente all’Euribor in tutta l’Unione europea.

Cosa cambierà dopo la riforma dell’Euribor e l’introduzione di Ester?

L’obiettivo di EMMI di adottare un nuovo parametro è che questo possa garantire una maggiore trasparenza con il fine di evitare le manipolazioni illecite dell’indice da parte delle banche, come accaduto negli anni passati.

Il tasso Ester dovrebbe avere un nuovo modello di calcolo che terrà conto delle effettive transazioni che avvengono sul mercato, al contrario dell’Euribor che avviene con lo scambio di dati di pochi istituti di credito. Per questo motivo, Ester dovrebbe assicurare maggiore trasparenza, anche se per molti il rischio sarà la sua volatilità, visto che potrebbe vivere periodi di forte oscillazione e questo potrebbe ripercuotersi principalmente sui titolari di un mutuo a tasso variabile.

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