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Mutuo non pagato: quali sono le conseguenze

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A differenza di molti altri Paesi, in Italia l’acquisto della prima casa è prassi diffusa.

Per comprare la propria abitazione, normalmente si chiedono dei prestiti. Ma cosa succede in caso di mutuo non pagato?
Secondo l’ultimo rapporto Crif di febbraio 2016, c’è stato un aumento della richiesta di mutui, anche se per importi inferiori rispetto allo stesso periodo del 2015, segno di una certa cautela da parte di chi fa la richiesta. Del resto, tra contratti precari e rischio di disoccupazione sempre dietro l’angolo, si cerca di non rischiare.
Vediamo qual è la fotografia in Italia del mercato dei mutui e le conseguenze per chi salta le rate, alla luce anche della nuova normativa.

Mutui: aumentano le richieste, ma con prudenza

Secondo il barometro Crif, nel mese di febbraio 2016 non si arresta la dinamica positiva della domanda di mutui da parte delle famiglie italiane, con un +32,4% rispetto lo stesso mese del 2015, che a sua volta si era caratterizzato per un robusto incremento. La domanda di mutui si è progressivamente consolidata negli ultimi 2 anni e mezzo, trainata anche dalle richieste di surroghe oltre che dalle appetibili condizioni offerte dagli operatori di mercato.

Va però sottolineato come persista la tendenza a richiedere valori sempre più contenuti, tanto che l’importo medio richiesto nel mese di febbraio si è attestato a soli 122.497 euro contro i 124.175 euro del corrispondente mese del 2015.
Nello specifico, il valore medio richiesto dagli italiani a febbraio ha fatto segnare un recupero rispetto al precedente mese di gennaio, quando si era registrato il minimo storico assoluto da quando CRIF ha iniziato a rilevare sistematicamente l’andamento della domanda di mutui, ma risulta ancora ben lontano dalle rilevazioni precedenti la grande frenata del comparto (ad esempio, nel mese di febbraio 2010 l’importo medio richiesto era stato pari a 140.877 Euro).

La progressiva riduzione del valore dei mutui richiesti riflette da un lato le favorevoli condizioni di acquisto degli immobili, dall’altro la consolidata tendenza da parte delle famiglie a privilegiare soluzioni in cui peso della rata incida il meno possibile sul reddito disponibile.

A conferma della cautela delle famiglie italiane, il barometro Crif rileva ancora una volta la preponderanza di richieste di mutui concentrate nelle classi di durata superiori ai 15 anni, che complessivamente assorbono il 66,8% del totale.
Questa tendenza conferma la propensione a privilegiare piano di rimborso lunghi, che consentono di ridurre il peso della rata mensile sul reddito disponibile e sui risparmi della famiglia.

Mutuo non pagato: cosa succede?

Secondo i più recenti dati della Centrale rischi Crif, ogni 1000 mutuatari in regola con i pagamenti, 17 sono finiti in default nel 2015 perché non avevano pagato almeno sei rate. Il dato è in discesa, se si considera che nel 2012 eravamo a 20 su 1000, ma poiché parliamo di numeri importanti non lo si può trascurare. Secondo i dati della Banca d’Italia sui finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione di durata residua superiore a 5 anni, a fine settembre 2014 lo stock di mutui era di 358 miliardi di euro. Il Corriere calcola che «l’1,7 per mille su questo valore significa che sono andati in default finanziamenti per poco più di 6 miliardi di euro. Con una media di 100mila euro a mutuo fanno 60mila famiglie».
L’altra faccia della medaglia sono gli immobili rimasti in carico alle banche. Sui 210 miliardi di sofferenze che gravano sul settore bancario, 64 miliardi sono da imprese di costruzioni o immobiliari e 15 miliardi da mutui ipotecari alle famiglie consumatrici.

Cosa succede se non si riesce a pagare il mutuo?
La Commissione Finanze della Camera ha dato il via libera sul decreto attuativo della direttiva sui mutui: in pratica, dopo 18 rate non pagate, la casa passa alla banca senza andare in Tribunale. L’istituto di credito si deve impegnare a valorizzare l’immobile per poterlo rivedere. Una volta venduto, il debitore potrà riavere indietro l’eccedenza tra il prezzo di vendita e l’ammontare del debito non rimborsato.
In attesa che entri in vigore questa nuova disposizione, invece, oggi accade che quando un mutuatario non rispetta per 7 volte la scadenza delle rate come stabilito dal testo unico bancario, la banca che eroga il mutuo si rivolge al Tribunale per avviare la procedura esecutiva: la casa viene messa all’asta e l’eventuale eccedenza, una volta venduta, retrocessa al debitore.

Come evitare di trovarsi in situazioni in cui non si può più affrontare la spesa del mutuo? Ogni caso va valutato per le sue specificità. In generale, importante è scegliere il tipo di mutuo più sostenibile per la propria situazione economica e patrimoniale. E’ altrettanto utile assicurarsi di poter continuare a pagare le rate anche nel caso in cui si restasse senza lavoro o non si potesse più lavorare per ragioni di salute.
Per questo, può essere opportuno rivolgersi ad un consulente indipendente, che indichi anche un pacchetto di soluzioni per evitare di sobbarcarsi di oneri che non si possono affrontare, con la conseguenza magari di perdere anche la propria abitazione.

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