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Bollette, come avere il rimborso se il conguaglio è sbagliato

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24 luglio 2017 – Quando arrivano bollette di acqua, gas e luce, che contengono cifre esorbitanti a causa della distanza fra il consumo stimato e quello effettivo, ci si trova davanti alla brutta sorpresa del conguaglio.
In molti casi, si tratta di bollette salatissime, con gli utenti costretti a sborsare cifre consistenti, determinate dalla lentezza con la quale vengono effettuate le rilevazioni del consumo effettivo da parte delle aziende.

Quando il conto è sbagliato e l’importo da pagare risulta eccessivo rispetto ai consumi, è bene correre ai ripari per evitare di spendere una cifra effettivamente non dovuta. Come fare, quindi, per ottenere un rimborso o una rettifica se si riceve una bolletta della luce o del gas esagerata? Due le soluzioni: il reclamo o, nel caso la società di vendita non lo accogliesse, la conciliazione.

RECLAMO – Una volta arrivata in posta la “bolletta della discordia”, il cliente potrà presentare un reclamo – rigorosamente scritto e possibilmente inviato all’ufficio competente tramite raccomandata a/r – alla società che si occupa della fornitura di energia. Nel reclamo dovranno essere specificati nome, cognome, indirizzo di residenza, codice cliente, codice POD (per la luce) o codice PDR (per il gas) oltre a una breve ma dettagliata descrizione del problema e il numero di riferimento della bolletta. Inoltre, nel caso in cui la bolletta sia già stata pagata, è bene allegare al reclamo anche una copia della relativa ricevuta di effettuato pagamento.

A questo punto, l’azienda fornitrice delle utenze gas o luce avrà a disposizione 40 giorni solari per rispondere. Una volta scaduto il termine, il consumatore avrà diritto a un indennizzo di 25 euro per la mancata risposta.

CONCILIAZIONE – Se il reclamo non ottiene alcun riscontro – o si ritiene di aver ricevuto una risposta non soddisfacente – è possibile attivare una procedura di conciliazione con l’azienda attraverso un’associazione di consumatori o presso l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. In quest’ultimo caso, la conciliazione sarà attivata esclusivamente online. Per farlo sarà necessario registrarsi sul sito dell’Autorità e compilare l’apposito modulo di richiesta via web o – ma solo nel caso si agisca senza l’ausilio di un delegato – via posta o via fax.

Il Servizio Conciliazione faciliterà la soluzione delle controversie tra clienti finali e operatori (venditori o distributori) di energia elettrica e gas, facendoli incontrare online e fornendo un conciliatore esperto che li aiuti a individuare una soluzione di comune accordo. Dal 1 gennaio 2017 il tentativo di conciliazione di fronte al Servizio Conciliazione è condizione di procedibilità per l’esercizio dell’azione giudiziaria.

In collaborazione con Adnkronos

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