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Come scrivere una autocertificazione per detrazioni fiscali

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Vediamo cosa occorre scrivere nella autocertificazione da conservare per gli interventi oggetto di bonus casa che non richiedono alcun titolo autorizzativo.

Autocertificazione per detrazioni fiscali  (photo credit Pixabay)

Autocertificazione per detrazioni fiscali (photo credit Pixabay)

A cosa serve la autocertificazione per detrazioni fiscali?

Tra i documenti richiesti per poter usufruire delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione, ci sono anche le abilitazioni amministrative.
Queste sono richieste dalla legislazione edilizia vigente e variano in base alla tipologia di lavori da realizzare.

Può trattarsi, a seconda dell’entità dell’intervento, di:
Permesso di Costruire
• SCIA alternativa al Permesso di Costruire
• SCIA (Segnalazione Certificata di inizio Attività)
• CILA.

Tuttavia, tra gli interventi che possono usufruire delle detrazioni, ci sono anche alcuni che non richiedono alcuna abilitazione amministrativa.
Si tratta sostanzialmente degli interventi di manutenzione ordinaria e di pochi altri rientranti tra quelli cosiddetti di edilizia libera per i quali appunto non è richiesto alcun titolo abilitativo.

Come fare quindi a dimostrare che tali interventi sono ammessi a detrazione? Producendo appunto una autocertificazione per detrazioni fiscali.

L’autocertificazione serve però anche ad attestare un’altra informazione importante, ovvero la data di inizio dei lavori.

Bonus mobili e autocertificazione per detrazioni fiscali

Questa data è importante in particolar modo per il bonus mobili. Tra i requisiti richiesti per poterne usufruire infatti c’è appunto quello che i pagamenti siano stati fatti dopo la data di inizio dei lavori.

Per i lavori che richiedono un titolo autorizzativo la data di inizio è certificata appunto dal protocollo del titolo abilitativo (SCIA o CILA) o dalla comunicazione di inizio lavori per il Permesso di Costruire.

Attenzione a un particolare: gli interventi di manutenzione ordinaria (quelli che non richiedono autorizzazione amministrativa) non danno però diritto al bonus mobili. Allora è un dettaglio superfluo parlare di autocertificazione in questo caso? No, perché la questione non è così semplice.

Ci sono alcuni interventi di manutenzione straordinaria per i quali, in base alla normativa vigente, dovrebbe essere necessaria almeno una CILA, per i quali però molte amministrazioni comunali non richiedono alcun titolo.

Un caso emblematico è rappresentato dalla sostituzione della caldaia.
Per questo intervento non è necessaria alcuna modifica planimetrica, né variazione catastale al termine dei lavori.

Troverete quindi Comuni che vi richiederanno una CILA, altri invece che decisamente non la vogliono. Sembra assurdo, ma purtroppo è così: anche se ci sono in vigore norme molto precise, in realtà la loro interpretazione è spesso diversa tra un ente e l’altro.

La cosa migliore da fare è quindi informarsi prima di realizzare l’intervento e, se il Comune non richiede la pratica, dedicarsi appunto alla predisposizione di una autocertificazione da conservare.

Cos’è una autocertificazione?

Anche se parliamo genericamente di autocertificazione, il documento esattamente richiesto dall’Agenzia delle Entrate è in realtà una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
Non si tratta semplicemente di un modo più complesso di dire la stessa cosa ma in realtà di due documenti diversi.

L’autocertificazione, la cui dizione più corretta è dichiarazione sostitutiva di certificazione, è una semplice dichiarazione firmata, senza firma autenticata e senza bollo, con cui si possono sostituire certificati e documenti richiesti dalle pubbliche amministrazioni.

I documenti il cui possesso si può autocertificare sono quelli che riguardano:
• i dati anagrafici e di stato civile
• i titoli di studio e le qualifiche professionali
• la situazione economica, fiscale e reddituale
• la posizione giuridica
• pochi altri dati, tra cui l’iscrizione a un ordine o collegio professionale.

Tutte le altre informazioni, tra cui proprio quelle richieste dall’Agenzia delle Entrate per concedere i bonus fiscali, possono essere attestate mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Questa dichiarazione, per essere valida, deve essere autenticata dall’impiegato addetto della pubblica amministrazione ricevente. In alternativa, la convalida può essere effettuata semplicemente allegando una copia del proprio documento di identità in corso di validità.

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Pertanto, in questa sede continueremo per semplicità a parlare di autocertificazione, ma abbiate sempre ben chiaro che il documento da produrre consiste più esattamente in una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Cosa scrivere nella autocertificazione per detrazioni fiscali

http://www.guidaxcasa.it/
Per scrivere l’autocertificazione dovete fare riferimento e citare l’art. 47 del DPR n. 445 del 28 dicembre 2000 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), ai sensi del quale viene redatta.

Nella prima parte dovete riportare le generalità del dichiarante:
• nome e cognome
• data di nascita
• luogo di nascita
• indirizzo di residenza
• codice fiscale.

A seguire, dovete inserire una dicitura con cui dichiarate di essere consapevoli:
• delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del DPR n. 445/2000 in caso di false dichiarazioni
• della decadenza, in caso di false dichiarazioni, dai benefici richiesti, così come previsto dall’art. 75 del DPR n. 445/2000.

Nella parte relativa alle dichiarazioni dovete citare i dati identificativi all’immobile oggetto di intervento, come:
• estremi catastali (foglio, particella, subalterno e categoria)
• indirizzo.

Dovete poi dichiarare per quali interventi richiedete la detrazione della spesa e in quale data sono incominciati i lavori.

Infine, dovete riportare la dicitura più importante, quella con cui attestate che si tratta di interventi che danno diritto al bonus, dichiarando:
che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili ai sensi della legge 449/1997 e successive proroghe e integrazioni sebbene non necessitino di alcun titolo abilitativo ai sensi della normativa edilizia vigente.

Datate e firmate la dichiarazione e allegate una copia del documento di identità.

A ogni modo, qui potete trovare un fac-simile autocertificazione.

Dove va presentata la autocertificazione per detrazioni fiscali?

L’autocertificazione non va inviata né protocollata ad alcun ufficio.

Dovete semplicemente conservarla, in modo da poterla esibire in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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