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La prescrizione del credito d’imposta

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di Lucia Cuozzo

23 Gennaio, 2014

Essendo un diritto di credito, anche il credito d’imposta è soggetto al regime della prescrizione.
Il contribuente che non si attiva per esercitare il suo diritto di credito nei confronti dell’erario, entro il periodo di tempo stabilito dalla legge, vedrà il suo diritto estinguersi irreversibilmente.

Quali sono i termini di prescrizione del credito d’imposta?

La sentenza della Corte di Cassazione n. 15229 del 12 settembre del 2012 ha stabilto che il credito d’imposta si prescrive in dieci anni e non in due come invece sostenuto dall’ Amministrazione Finanziaria.

La Suprema Corte ha precisato e distinto due momenti:
-il diritto alla presentazione dell’istanza di rimborso (presupposto per ottenere il rimborso del credito) che è soggetto ad un termine di decadenza di due anni;
-il diritto al rimborso, che sorge dalla presentazione dell’istanza di rimborso, che si prescrive in dieci anni.

La Cassazione ha quindi fatto luce su un annoso problema ed ha fermamente stabilito che il termine biennale, deve essere riferito all’esercizio del diritto, cioè, alla manifestazione di volontà del contribuente di avvalersi del diritto di credito, chiedendo il rimborso nella sua dichiarazione dei redditi.
Successivamente, il contribuente che, nonostante la sua rischiesta, non abbia ottenuto il rimborso, avrà dieci anni di tempo per poter reclamare il suo diritto di credito allo Stato e non sarà più necessario effettuare nuove richieste nelle successive dichiarazioni dei redditi.
Il contribuente deve solo attendere che, nel corso della procedura di liquidazione delle imposte,
l’Amministrazione Finanziaria eserciti il potere-dovere di controllo sui dati emergenti dalla dichiarazione dei redditi.
Una volta consolidatosi il credito, l’Amministrazione Finanziaria dovrà eseguire il rimborso ed il contribuente avrà a disposizione dieci anni per ottenerlo.

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